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Polveri nere al porto,
Italia Nostra presenta due esposti

ANCONA - Il presidente Maurizio Sebastiani sul fenomeno dello scorso 5 dicembre, quando l'area attorno al porto si è coperta di fuliggine: «I prelievi dell'Arpam hanno rilevato un pericolo cancerogeno»
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Maurizio Sebastiani, presidente di Italia Nostra e Sonia Campofiloni

 

Due esposti in procura, «il primo riguardante l’inquinamento atmosferico nell’area cittadina e portuale a seguito di quanto accaduto il 5 dicembre scorso quando i quartieri più vicini allo scalo sono stati invasi da un pulviscolo atmosferico di colore nero; e l’altro per il danneggiamento all’arco di Traiano provocato dal degrado chimico dovuto all’inquinamento atmosferico al quale può contribuire anche il prodotto della combustione emesso dalle navi che utilizzano spesso olio combustibile tra i peggiori». E’ quanto annunciato questa mattina da Maurizio Sebastiani, presidente di Italia Nostra – Sezione di Ancona ‘Vincenzo Pirani’, e la segretaria Sonia Campofiloni nel corso di un incontro con la stampa. «Lo scorso dicembre – ha proseguito Sebastiani – intervennero i vigili del fuoco e l’Arpam e il servizio laboratoristico di quest’ultima comunicò poi al Comune, all’Asur Marche e alla Direzione marittima delle Marche i risultati delle analisi su due campioni prelevati.

La fuliggine raccolta da terra

Il primo – ha spiegato – è risultato essere “Hp7 con caratteristica di pericolo cancerogeno”.  Il secondo “rifiuto speciale pericoloso Hp7 e Hp14 con caratteristiche di cancerogeno e ecotossico”. Accertamenti  che confermano come quel giorno sono stati immessi nell’atmosfera sostanze nocive per la salute umana dei cittadini, dei lavoratori portuali nonché per l’integrità dei monumenti cittadini, configurando così il realizzarsi di diversi reati contro la salute pubblica». Tramite l’esposto «si chiede di voler accertare le responsabilità di ogni tipo, anche penali, in merito al realizzarsi di tale evento dovuto anche alla mancanza, ad esempio, della elettrificazione delle banchine e di ogni progetto in merito da parte delle autorità portuali competenti». Anche a seguito di ciò «è stato consegnato un ulteriore esposto riguardante l’avvenuto danneggiamento dell’arco di Traiano, al quale si sono aggiunti altri distacchi pure dall’arco Clementino dovuti, a nostro parere, all’inquinamento provocato prevalentemente dalle navi in sosta a motori accesi». Infine, «chiediamo anche di conoscere i risultati elaborati dalle 22 centraline Arpam installate ad aprile per il Pia (Progetto Inquinamento Ancona) che dovevano essere resi noti a ottobre ma dei quali – concludono – ancora non si sa nulla».

(Al.Big.)

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