Coronavirus, crollano i viaggi in pullman:
«Flessione del 60%»

foto d’archivio
«Siamo completamente senza lavoro». E’ il grido di Confartigianato Trasporti, in rappresentanza delle 500 aziende del settore (bus da turismo, autonoleggiatori e taxisti) che occupano circa 700 addetti, per chiedere alla Regione e al Governo centrale un intervento immediato per fronteggiare la crisi relativa al Coronavirus. «Tutti i viaggi dall’inizio della scorsa settimana – riporta in una nota la Confartigianato – sono stati bloccati. Gite scolastiche annullate, partite di calcio disputate a porte chiuse, musei off limits, concerti ed eventi cancellati. Le agenzie di viaggio hanno annullato gli appuntamenti programmati di breve distanza perché la gente è impaurita». «I nostri pullman da turismo – dice il segretario di Confartigianato Traporti Marche Gilberto Gasparoni – rimangono fermi mentre corrono i costi come gli stipendi con il personale che rimane a casa, gli affitti, le assicurazioni e i ricavi zero. Una situazione molto grave che non si è mai verificata in passato. Le nostre imprese ci confermano un calo verticale del lavoro a febbraio stimato attorno al 60%; più preoccupanti le previsioni per il mese di marzo che in seguito a tutte le disdette pervenute potrebbe far registrare una diminuzione anche dell’80%. Siamo purtroppo alla psicosi da Coronavirus e questa realtà si sta verificando in quasi tutta Italia. Confartigianato Trasporti evidenzia che queste difficoltà sono vissute anche dai noleggiatori e taxisti e pertanto chiede l’intervento della Regione e del Governo centrale per fronteggiare la crisi del turismo e della mobilità che sta colpendo duramente il trasporto persone. La stagione dei pullman da turismo parte ora e questo blocco vanifica la gran parte del lavoro. Ci aspettiamo provvedimenti concreti come il rinvio di tutti i pagamenti tasse, contributi, mutui, forme di sostegno per favorire la ripresa ed una particolare attenzione nel favorire il rilancio del turismo che ha subito un fortissimo colpo».
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