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Fincantieri, il sindaco Mancinelli:
«Non ho il potere di chiudere tutto»

L'INTERVENTO del primo cittadino in merito alla situazione del cantiere navale, dove questa mattina sono state proclamate otto ore di sciopero perchè, secondo i sindacati, non ci sarebbero le condizioni di sicurezza a tutela dei lavoratori
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Il cantiere navale vuoto per lo sciopero

 

«Ho ricevuto in questi giorni tante sollecitazioni riferite al cantiere navale ma non solo, più in generale riguardo alle attività produttive, alle fabbriche.  Le aziende non sono chiuse e le produzioni non sono ferme, così per ora ha deciso il Governo e Regione e Comuni non possono fare nient’altro. Non possono disporre la chiusura di aziende o di attività produttive. Diverse persone che mi hanno contattato mi hanno chiesto ‘sindaco, faccia chiudere tutto’ . Ciò non è possibile, ammesso che fosse giusto e consigliabile farlo, un sindaco non può farlo». Così Valeria Mancinelli sulla situazione della Fincatieri, e più in generale sulle aziende del territorio, durante l’emergenza legata al Coronavirus. Questa mattina, nello stabilimento navale, c’è stato lo sciopero dei lavoratori indetto dai sindacati per rimarcare la necessità di far lavorare gli operai in sicurezza.  «Le chiusure delle attività – ha detto la Mancineli – possono essere ordinate solo dal governo nazionale oppure decise autonomamente da chi gestisce quelle attività; noi tutto quello che potevamo fare come amministrazione comunale lo abbiamo fatto come ben sapete.Certo mi rendo conto che è meno difficile chiudere i parchi che chiudere tutte le aziende produttive del Paese; capisco anche che a livello nazionale decisioni di questo tipo devono essere prese contemperando e mettendo sul piatto della bilancia tante questioni. La preoccupazione però è fondata e credo che su questo tema, anche nei prossimi giorni, avremo probabilmente altre novità. Intanto l’ultimo decreto emanato dal Governo dice comunque una cosa in più rispetto ai giorni scorsi: non chiude d’ufficio le aziende ma invita e dispone che i datori di lavoro adottino tutte le misure e le cautele necessarie perché chi vi lavora lo possa fare in almeno relativa sicurezza e, aggiunge il decreto, se questo non fosse possibile oggettivamente per il tipo di lavorazioni, l’invito è a chiudere, sospendere l’attività». E ancora: «Ho passato la giornata di ieri a contattare le direzioni delle più grosse aziende della nostra città e le altre autorità che hanno competenza in materia di sicurezza del lavoro. Ho avuto diverse interlocuzioni in particolar modo, Fincantieri ha mandato al Sindaco, al Prefetto, al Presidente della Regione, al Presidente dell’Autorità portuale una nota scritta nella quale riassume le misure che hanno adottato in termini di possibile cautela. Misure che vanno dal dimezzamento delle presenze in ogni turno di lavoro ad alcune disposizioni per l’accesso alla mensa e non solo.
Decisioni sulla sospensione delle attività possono essere assunte solo dal Governo. Nei contatti di questi giorni ho sollecitato una rapida valutazione e decisioni conseguenti da parte di chi può e deve decidere, almeno per l’adozione di misure intermedie come quelle autonomamente decise da Fiat FCA che ha deciso la sospensione delle attività produttive per alcuni giorni, utilizzando questo periodo per misure straordinarie di sanificazione degli ambienti di lavoro e per riorganizzare le postazioni in modo da renderle almeno relativamente sicure. E questa credo sia la richiesta che viene anche dalle organizzazioni sindacali a livello nazionale in particolar modo da quelle dei metalmeccanici. Quello che posso assicurare è che continuerò a seguire la vicenda, proseguirò nei contatti con tutti i soggetti che su questa questione possono prendere decisioni. Questo è quello che può fare un sindaco e questo è quello che continuerò a fare».



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