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Coronavirus, 50 posti letti
all’ospedale di Chiaravalle
per il post-terapia intensiva

COVID 19 - I primi 34 sono già attivi. Il sindaco Damiano Costantini in un video messaggio l'ha annunciato ai concittadini invitandoli a rispettare le disposizioni del decreto ministeriale dell'11 marzo restando a casa.
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L’ospedale di Chiaravalle (foto d’archivio)

 

 

«L’ospedale di Chiaravalle è stato trasformato in luogo dove curare i malati da coronavirus post crisi. Ciò significa che sono stati tagliati numerosi servizi (che stiamo cercando di portare nei locali comunali, adattandololi ma comunque idonei a dare una risposta in termini sanitari) per curare i malati di altre patologie. Lo stesso sta accadendo in altri ospedali di tutta la Provincia. Dobbiamo affrontare questa grande battaglia e ognuno di noi deve fare la propria parte. Se ci pensiamo bene possiamo sopportare il sacrificio richiesto. E’ il momento della responsabilità, di stare uniti. Solo insieme possiamo farcela». In un video messaggio, ieri sera il sindaco di Chiaravalle, Damiano Costantini, invitando tutti a rispettare il decreto ministeriale dell’11 marzo, ha comunicato ai concittadini che l’ospedale di comunità è diventato il punto di riferimento per i ricoveri dei pazienti contagaiti da Coronavirus  e post-terapia intensiva. Nel nosocomio cittadino sono stati allestiti i primi posti letto che possono essere estesi fino a 50, seguiti da 4 medici nei tre turni di lavoro. Nei giorni scorsi gli assistiti dell’ospedale di comunità erano stati trasferiti e accolti in altre strutture, qualcuno è stato anche dimesso ed è tornato a casa con la garanzia e  l’assistenza delle cure infermieristiche domiciliari.

«La Giunta della Regione Marche, in piena emergenza da Coronavirus, ha deciso una riorganizzazione delle strutture sanitarie regionali e in particolare gli ospedali di Camerino, Fossombrone e Chiaravalle verranno dedicati ad ospitare i pazienti affetti da Covid-19 in fase post critica (ovvero dopo essere stati stabilizzati a seguito di terapia intensiva). – spiega in una nota il gruppo consiliare Chiaravalle Domani, che sostiene il sindaco Costantini – Verrà allestita da subito un’area di degenza, dedicata a questi pazienti, composta da 34 posti letto. La struttura verrà dotata di zone filtro con Dispositivi Protezione, possibilità di due postazioni per dialisi per eventuali pazienti con insufficienza renale, potenziamento del personale medico e infermieristico h24, attrezzature adeguate, area radiologica dedicata e possibilità di consulenze e supporto specialistico (rianimatori, nefrologi, cardiologi…) Per fare spazio alla nuova funzione si è proceduto con le dimissioni o il trasferimento dei degenti in Hospice, Cure Intermedie e RSA in strutture limitrofe adeguate. Il PAT (il vecchio Pronto soccorso), la guardia medica e l’ambulatorio infermieristico verranno spostati nella palazzina di fronte. La radiologia sarà esclusivamente ad uso interno».

«Come rappresentanti della comunità di Chiaravalle – aggiungono i consiglieri di maggioranza – non possiamo che essere orgogliosi del fatto che l’ospedale della nostra città sia così importante in questa fase di emergenza e che possa contribuire alla gestione dei tanti pazienti che necessitano di cure appropriate. Ci auguriamo che una volta superata l’emergenza (e speriamo davvero che ci si arrivi molto presto), oltre al normale ripristino dei servizi esistenti fino ad oggi, si possa pensare ad un utilizzo più ampio dell’ospedale di Chiaravalle, anche in base all’ampiezza del bacino di utenza della Bassa Vallesina e alla tipologia della popolazione che vi abita. Quanto sta accadendo ha dimostrato, senza ombra di dubbio, che solo un sistema sanitario pubblico efficiente, dotato di personale adeguato anche nei numeri e non solo nelle capacità, è in grado di rispondere all’emergenza, stare vicino ai cittadini senza lasciare nessuno indietro. Speriamo che, finalmente, venga interrotta la tendenza al risparmio che da troppi anni ha provocato tagli generalizzati alla sanità pubblica, penalizzando in modo particolare le strutture più piccole come quella di Chiaravalle che, al contrario, potrebbero svolgere funzioni di supporto molto preziose». L ultime parole sono riservate ai medici e agli infermieri «che combattono in prima file esponendosi a rischi enormi, ma anche ai vertici, che in questa fase di emergenza hanno saputo reagire con prontezza e decisione».

(ultimo aggiornamento alle ore 18.30)



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