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La lettera dei neo laureati in Medicina:
«Il nostro posto è al fianco
di chi ha bisogno di noi»

LE PAROLE dei ragazzi della Politecnica che ieri hanno raggiunto il traguardo non in aula, ma dal salotto di casa, via webcam. «Essere medici non è un privilegio, è sacrificio, abnegazione, è rinunciare a giorni di riposo, a feste in famiglia»
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I laureati dell’Univpm

Un percorso di vita che si conclude e uno, nuovo, che inizia con un camice cucito addosso, perchè essere medico è sinonimo di abnegazione, sacrificio, ma anche passione. C’è tutto questo nella lettera scritta dai ragazzi dell’Univpm che ieri si sono laureati via webcam in Medicina e Chirurgia. I neo dottori hanno voluto condividere la lettera con Cronache Ancona. A scriverla, Sofia Binci, a nome dei laureandi della sessione di marzo 2020. Ecco il contenuto: 

«24 marzo 2020: giorno della nostra Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Lo sogniamo, desideriamo da sempre. Ne abbiamo tracciato i contorni nella nostra fantasia fin da piccoli quando, orgogliosi, dicevamo a tutti di voler “fare il dottore” da grande (senza nemmeno sapere bene la profondità delle parole che stavamo pronunciando). Lo aspettiamo da quando, sei anni fa, abbiamo passato il test d’ingresso. Questo giorno era per noi come l’atterraggio sulla Luna per un astronauta. Ci è comparso in sogno di notte quando stremati eravamo relegati in casa per una “quarantena da studio” (e quante ne abbiamo vissute e fatte vivere a chi condivide questa meravigliosa avventura, che si chiama vita, con noi!). Oggi raggiungiamo questo giorno importante e no, non è come lo abbiamo sempre immaginato. Questo giorno è ancora più speciale e non perché è in corso una pandemia, le previsioni meteo pronosticano un ritorno all’inverno dopo mesi di primavera che hanno visto fiorire i ciliegi tra gennaio e febbraio o perché presenteremo i nostri lavori davanti ad un pc e non nell’aula magna della nostra università tra la gioia di familiari, amici e professori che ci hanno accompagnato, sostenuto e sopportato. Questo giorno è ancora più speciale perché ci ricorda il significato profondo della nostra Professione che è anche il significato della nostra vita. A coloro che credono che essere Medici sia un privilegio noi ricordiamo ancora oggi che si sbagliano. Essere Medici è sacrificio, abnegazione, è rinunciare a giorni di riposo, a feste in famiglia. Significa vivere giornate in cui l’unica luce che vedi è quella di una corsia di reparto o quella della sala operatoria e non importa che sia un giorno feriale o domenica o il compleanno di tuo figlio o Natale. Lo è da quando entriamo in Facoltà e lo sarà per il resto della nostra vita. Ed anche oggi, nel giorno della nostra laurea, ne prendiamo maggior consapevolezza. Tuttavia siamo grati perché il nostro sogno si realizza e non vediamo l’ora diventi il nostro lavoro. Il nostro posto è al fianco di chi soffre ed ha bisogno di noi. Il pensiero più bello lo destiniamo al Rettore della Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori, al Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Marcello D’Errico, a tutti coloro che negli uffici della nostra università ci hanno permesso di realizzare questo traguardo con ogni mezzo (sotto tutti i punti di vista). In particolare GRAZIE ad Anna e Rosanna della segreteria  studenti: valide professioniste su cui abbiamo sempre potuto fare affidamento anche (e soprattutto) nei giorni più scuri. Il ringraziamento più grande,  tuttavia, lo riserviamo ai nostri Professori ed alle nostre Professoresse che prima di essere insegnati, sono Medici. Infettivologi, anestesisti-rianimatori, chirurghi, clinici, internisti, radiologi, igienisti, medici legali, etc…Nonostante un’emergenza così grave non hanno rinunciato ad essere al nostro fianco (seppur virtuale) in questo giorno speciale. Pensiamo ai nostri futuri colleghi e anche agli infermieri che sono al loro fianco: grazie per il Grande esempio che state donando a noi ed al Paese tutto, grazie per essere silenziosi eroi quotidiani da sempre e non solo ora».

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