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Trovato morto in casa a 26 anni:
sarà eseguita l’autopsia

JESI - E' avvolta nel mistero la morte di Moise Tagoma, il ragazzo congolese trovato senza vita ieri sera in un appartamento in via Esino. Il ricordo degli amici: «Manchi già a tutti»
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Moise Tagoma

 

di Talita Frezzi

Sarà un’autopsia, disposta dalla procura, a svelare il giallo sulla morte Moise Tagoma, il 26enne congolese trovato ieri sera senza vita all’interno di un appartamento in via Esino, condiviso con altri connazionali. L’allarme è scattato ieri sera verso le 20 da parte di un coinquilino che lo ha trovato riverso sul pavimento della camera privo di sensi. La corsa del 118 e della Croce verde, i tentativi purtroppo inutili di rianimarlo. Moise era già morto e il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso del giovane. Ma l’autopsia – che sarà effettuata all’obitorio dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi con ogni probabilità lunedì – potrebbe anche svelare un altro aspetto importante in questa vicenda: sembra che il malore fatale sia sopraggiunto diverse ore prima che i suoi coinquilini chiamassero il 118. Se ne sono forse accorti in ritardo? O il malore è stato inizialmente sottovalutato e si è manifestato in tutta la sua gravità quando era troppo tardi? Ma soprattutto, Moise si poteva salvare? Ci sono molte domande che assalgono la famiglia del ragazzo, distrutta da questo dramma e chiusa in un comprensibile silenzio. I carabinieri della Compagnia di Jesi – intervenuti sul posto con due pattuglie – stanno conducendo le indagini nel più stretto riserbo. Hanno sentito la famiglia e i coinquilini. Chi lo conosceva descrive Moise come un bravo ragazzo, che ha sempre lavorato per non pesare sui genitori. Era arrivato piccolissimo in Italia con i genitori e gli altri quattro fratelli. Gli studi all’Ipsia di Jesi, il diploma poi lavoretti saltuari. Abitava con il padre a Moie, ma quando aveva trovato un lavoro stabile a Jesi, aveva deciso di appoggiarsi presso dei connazionali nell’appartamento di via Esino per risparmiare sui consumi degli spostamenti.
Il dolore inevitabilmente corre sui social, perché Moise era molto conosciuto a Jesi. E aveva tantissime persone che gli volevano bene. «Sono senza parole – scrive un amico sui social – mio piccolo Moise, ricordo il tuo saluto 3 settimane fa su messenger, sono abbattuto, voglio dirti tante cose ma non riesco. Riposa in pace, manchi già a tutti». «E’ impossibile che sia accaduto a lui – commenta un’amica –  Che può essergli capitato?». «Fa troppo male, rip Legacy» ricorda un’altra amica postando una foto e salutandolo col suo soprannome. «Non ci sono parole – scrive un’altra amica d’infanzia – eri un bravissimo ragazzo, non ci si può credere». «Te ne sei andato troppo presto e questo fa male…un abbraccio alla famiglia», commenta un altro ragazzo. Una vicina lo ricorda come un ragazzo molto educato, che ogni volta che scendeva le scale di quell’appartamento al secondo piano di via Esino, era sempre il primo a salutare con un gran sorriso. Stesso ricordo impresso nella mente di tantissimi amici e conoscenti, che ora non si capacitano di fronte a questa tragedia.

Dramma in via Esino, 27enne trovato morto nel suo appartamento

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