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Nuove regole per i baywatch:
«Cambia il salvataggio in spiaggia
e i cani bagnino sono una soluzione»

FASE 2 - L’ordinanza balneare post Covid-19 vieta la rianimazione con la respirazione artificiale e prevede insufflazioni solo con il pallone Ambu. Christian Cavina che opera in acqua con i labrador Buck e Becky spiega perchè le unità cinofile possono semplificare i problemi
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Christian Cavina con i suoi due cani da salvataggio

 

di Talita Frezzi

La stagione balneare ha ufficialmente preso il via in questa fase 2 così difficile da gestire dopo l’emergenza mondiale Covid-19, ma cambiano inevitabilmente anche le regole per il salvataggio in mare e per l’intervento in caso di annegamento e di arresto cardiaco. Niente più pocket mask – uno dei presidi per la rianimazione cardiopolmonare – ma solo l’uso del pallone autoespandibile (pallone Ambu) per le insufflazioni. E comunque maggiore attenzione e più aspetti pratici da coordinare nei concitati secondi dell’emergenza. «Sostanzialmente cambia questo – spiega il bagnino di salvataggio Christian Cavina che opera con unità cinofila Buck e Becky – c’è da stare più attenti ed evitare il contatto con la persona in difficoltà per quanto possibile. Non si può più fare la respirazione artificiale, ma usare il pallone Ambu per immettere artificialmente aria pulita nella persona in arresto cardiocircolatorio. I palloni Ambu devono essere a disposizione in ogni stabilimento balneare, così come va ricavata una stanza adibita al primo intervento. Inoltre, mentre prima nella rianimazione usavamo la tecnica del “g.a.s.” ovvero “guardo-ascolto-sento” appoggiando l’orecchio alla bocca della persona per sentire se respira, adesso bisogna limitarsi all’osservazione dei movimenti del torace…. Secondo me andrebbero anche usati dei guanti e delle mascherine, ma è una mia valutazione personale».
Nuove regole e nuove difficoltà, che con le unità cinofile invece andrebbero superate e agevolate. Eppure sembra che i cani da baywatch, così forti, specializzati nel salvataggio poiché addestrati a dovere e così efficaci (Buck lo scorso anno ha salvato un bagnante in arresto cardiaco a Marina di Montemarciano) siano al momento disoccupati. «I cani baywatch partono da soli tramite l’invio – spiega Christian Cavina – in vista delle restrizioni del Covid, il salvataggio con i cani è di gran lunga meglio. Ma eppure sembra che gli stabilimenti non li vogliano. Dicono che Senigallia sia pet-friendly, invece la possibilità di avere due cani brevettati per il salvataggio non è stata neanche presa in considerazione».

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