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Destinazione 5 per mille,
Lega del Filo D’Oro
nella top ten nazionale

L'AGENZIA DELLE ENTRATE ha pubblicato gli elenchi dei beneficiari, tra i quali decine di associazioni marchigiane e maceratesi
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camper-agenzia-entrate-piazza-macerata_Foto-LB-9-400x267di Luca Patrassi

L’Agenzia delle Entrate ha appena pubblicato l’elenco dei beneficiari del cinque per mille relativo all’anno finanziario 2019, vale a dire i soggetti che si sono visti indirizzare dai contribuenti una quota dell’imposta Irpef, appunto il cinque per mille, che lo Stato destina ad attività sociali. Si parla di diverse centinaia di milioni di euro che finiscono nelle casse di onlus, associazioni di volontariato, enti di ricerca, comuni, enti. C’è una sola associazione marchigiana nella top ten nazionale ed è la Lega del Filo d’Oro di Osimo che, rispetto all’anno precedente, ha guadagnato due posizioni risultando sesta alle spalle di colossi come l’Airc, Emergency, Medici senza Frontiere e prima di Save the Children e Ail. Migliaia i contribuenti italiani che hanno indicato la Lega del Filo d’oro come destinataria del cinque per mille per una erogazione complessiva di circa 6.6 milioni di euro. Detto del top, poi si naviga su erogazioni tra i 50 e i centomila euro a vantaggio di decine di associazioni marchigiane. Si passa dalla croce Gialla di Ancona (90mila euro) alla Croce Verde di Civitanova (25mila euro), di Monte San Giusto (18), di Morrovalle (22) all’Amma di Matelica (19) agli Amici del Pellegrinaggio a Loreto (14mila), alla onlus L’Africa chiama di Fano (62mila), alla Papa Giovanni XXIII (50) alla Ragnatela di Recanati (35), all’Anteas di Macerata (22) all’Anffas di Macerata e di Civitanova (19), alla Casa Beata Vergine di Loreto con sede a Recanati (31). Sul fronte della ricerca scientifica ci sono 102mila euro per la Politecnica delle Marche, 69mila per Unicam, 43 per l’Ateneo di Urbino, 18 per Unimc, 60 per la Fondazione di medicina nucleare. Per la ricerca sanitaria 22mila euro all’Inrca, mentre per le attività sociali spicca il Comune di Tavullia con 22mila euro. Nulla sul fronte dei beni culturali ed architettonico, 19mila euro a Visso per il capitolo legato alle aree protette.

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