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Stop all’antenna della discordia:
il Comune annulla
l’installazione a Pietralacroce

ANCONA – Decisione presa a tutela dell’Osservatorio astronomico Paolo Senigalliesi, come stabilito dalla legge regionale. Per andare avanti con il progetto della Stazione radio base SRB telefonia, infatti, Iliad ha chiesto il parere vincolante dell'Enac, che ha prescritto la presenza di dispositivi luminosi, data l'altezza del manufatto
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Foto d’archivio

 

di Martina Marinangeli

Semaforo rosso per l’antenna della discordia. Quando sono iniziati i lavori di installazione, lo scorso giugno, i residenti di Pietralacroce sono scesi sul piede di guerra: nessuno li aveva avvisati che un nuovo ripetitore per la telefonia mobile sarebbe stato eretto a pochi passi da quello della Wind. Questa volta si trattava di Iliad ed il Comune aveva replicato alle proteste dicendo che tutto era a norma, in base al piano delle antenne che definisce gli spazi dove possono essere installate. Ed Iliad, forte del silenzio-assenso da parte dell’amministrazione, era andata avanti con i lavori. Ora però, con determina 2127 del 13 novembre, Palazzo del Popolo rivede la sua posizione, stabilendo «l’annullamento d’ufficio del provvedimento amministrativo maturato con la fattispecie del silenzio-assenso in quanto l’impianto risulta essere illegittimo ai sensi della Legge Regionale 24 luglio 2002, n 10 sulle Misure urgenti in materia di risparmio energetico e contenimento dell’inquinamento luminoso», si legge nel documento. Cos’è cambiato nel frattempo? Per poter procedere con l’opera, Iliad ha dovuto chiedere il parere all’Enac che ha dato l’ok, ma con alcune prescrizioni. In particolare, ha sottolineato la necessità di installare una fonte luminosa di segnalazione della presenza della SRB per il traffico aereo, data la notevole altezza del manufatto. Prescrizione che, di fatto, implica una modifica dell’impianto dal punto di vista della luminescenza e ciò comporta una nuova valutazione da parte dell’amministrazione, con tanto di invalidazione del silenzio assenso precedentemente maturato. Partendo da questa base, il Comune ha stabilito che l’antenna, modificata in tal senso rispetto al progetto originario, risulta lesiva rispetto all’attività dell’Osservatorio astronomico Paolo Senigalliesi, che si trova ad appena 2015 metri di distanza. Attività tutelata dalla legge regionale n. 10. Pertanto si è disposta «l’eliminazione dell’ostacolo, così come ad oggi costituito dal manufatto che ospita la SRB Telefonia Iliad, in modo tale che lo stesso, per dimensioni, non costituisca ostacolo al campo visivo del cielo sopra la linea dell’orizzonte, al fine di salvaguardare l’attività dell’Osservatorio». A nulla sono servite le osservazioni inoltrate dall’azienda Iliad che, «al fine di scongiurare la necessità di un defatigante e non necessario contenzioso», aveva invitato l’amministrazione «a non procedere all’annullamento in autotutela del titolo relativo all’impianto in oggetto». «La procedura di annullamento è stata avviata in seguito all’istanza presentata dall’avv. Patrizia Niccolaini, vice presidente Lions Club Ancona Host, su iniziativa del responsabile dei Service, Michele Menghini, e con il pieno appoggio del presidente Stefano Gregori, a tutela dell’Osservatorio Astronomico “Paolo Senigalliesi” e del Comitato di protesta costituito dai residenti della zona», fa sapere l’associazione in una nota.

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