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Ciccioli rincara la dose sull’aborto:
«Una nuova 194, no alla sostituzione etnica»

IL CAPOGRUPPO di FdI ritorna sull'argomento dopo la discussione in aula e ribadisce alcuni concetti già contestati dal Pd: «Anche gli italiani hanno diritto di vivere come popolo e di riprodursi, non dobbiamo essere ridotti come i ”nativi americani”, tanto citati oggi dal presidente Biden»
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Carlo Ciccioli

 

«C’è un intero plesso scolastico che non ha più italiani. C’è stata una sostituzione. Oggi io sostengo che occorre approvare immediatamente una “194” in difesa della libertà delle donne di fare figli». Sono le parole di Carlo Ciccioli, capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia, che torna sul tema aborto dopo la discussione di ieri in Consiglio dove la giunta Acquaroli ha ufficializzato la volontà di seguire le linee guida del ministero e quindi di vietare la somministrazione della Ru486 nei consultori. Proprio Ciccioli era stato, durante il dibattito in aula, uno dei più strenui difensori della scelta con il Pd che l’ha accusato di aver tirato in ballo la sostituzione etnica. E il capogruppo FdI oggi rilancia proprio sulla stessa linea, paragonando gli italiani ai nativi americani. «Sono stupefatto dell’arroganza del pensiero unico – esordisce Ciccioli – La Legge 194 è una legge di Stato e come tale va rispettata, magari rivista, poiché ritengo che vada applicata totalmente e non solo limitatamente alle norme di interruzione della gravidanza. A suo tempo è stata una battaglia civile di grande rilievo, oggi la sua continua apologia mi sembra oggettivamente una battaglia di retroguardia, che non ha il valore di allora. L’accessibilità all’interruzione di gravidanza è comunque sempre stata garantita, però chiarisco e rilancio sul merito politico». Ed è qui che Ciccioli fa riferimento a quello che lui considera una vera e propria sostituzione etnica, di cui il principale responsabile sarebbe a suo dire proprio il pensiero unico sull’aborto. «Proprio ieri – continua infatti Ciccioli – mi ha chiamato un genitore che dovrebbe iscrivere suo figlio per il prossimo anno in una certa scuola media della mia città, in un quartiere di Ancona dove attualmente si iscrivono solo ragazzini stranieri. Fino a pochi anni fa era una scuola prevalentemente di bambini italiani. Quel genitore vuole iscriverlo in una scuola dove i figli degli italiani siano numerosi. Cosa significa tutto questo? Che in quel quartiere nascono solo figli di stranieri e non ci sono figli di italiani. C’è un intero plesso scolastico che non ha più italiani. C’è stata una sostituzione. Oggi io sostengo che occorre approvare immediatamente una “194” in difesa della libertà delle donne di fare figli, che permetta alle giovani coppie di accedere immediatamente al sostegno per la maternità, asili nido e scuole materne gratuite, libri di testo gratuiti dalle elementari alle superiori e gli attuali modesti assegni familiari finalizzati solo alle spese domestiche, implementati significativamente in caso di più figli. Allora si che non ci sarebbe la sostituzione in quell’edificio scolastico. Anche gli italiani hanno diritto di vivere come popolo e di riprodursi, non dobbiamo essere ridotti come i ”nativi americani”, tanto citati oggi dal presidente Biden». 

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