facebook rss

Anno giudiziario, Ordine Avvocati:
«Mai raccolte le denunce
legate alla carenza d’organico»

CERIMONIA - Duro l'intervento del president Maurizio Miranda durante la celebrazione di questa mattina in tribunale: «Era proprio necessaria una pandemia per capire che le Udienze civili si possono celebrare con lo scaglionamento dell’orario delle Udienze, grazie al quale non solo si evitano gli assembramenti ma si riesce ad evitare lo spreco del tempo?»
Print Friendly, PDF & Email

Maurizio Miranda

 

«Era proprio necessaria una pandemia per capire che le udienze civili si possono celebrare con lo scaglionamento dell’orario delle udienze, grazie al quale non solo si evitano gli assembramenti ma si riesce ad evitare lo spreco del tempo, moneta preziosissima sia per il magistrato che per l’avvocato? Era proprio necessaria una pandemia per rendersi conto che nell’era del processo civile telematico il rilascio della formula esecutiva in forma esclusivamente cartacea è un assurdo sotto ogni profilo logico? Era proprio necessaria una pandemia per capire che non possono tollerarsi vacanze della pianta organica superiori al 50%, ad essere ottimisti?» Sono le domande retoriche poste dal presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ancona nel corso del suo intervento per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, svoltasi questa mattina al tribunale dorico con una cerimonia ridotta a causa della pandemia. «Oggi ci troviamo – ha detto Miranda – davanti delle sfide che devono essere affrontate in maniera puntuale ed efficace, non più mediante strumenti empirici ed improvvisati, e tenendo conto del fatto che alcune delle novità cui la pandemia ci ha costretti ben potrebbero essere una buona soluzione anche per il futuro, per un tempo – speriamo prossimo – in cui si potrà tornare ad una vita normale. Novità per le quali crediamo fortemente che sarà sempre necessario il confronto con l’avvocatura, confronto al quale siamo e saremo sempre disponibili nell’interesse superiore della Giustizia, quali portavoce dei principi costituzionali che la contemplano e la rendono la vera luce del vivere civile, incuranti di attacchi e disattenzioni che comunque ci recheranno sempre delle ferite».

L’aula della cerimonia

Secondo l’avvocatura, la crisi pandemica ha messo ancor più in evidenza deficit già noti: «E’ stato possibile toccare con mano, come se ce ne fosse bisogno, le conseguenze di politiche assunzionali ridotti ai minimi termini e dunque verificare ancor più che in precedenza come la carenza di personale amministrativo negli uffici giudiziari abbia funestato l’attività degli stessi, forse ancor più dello stesso virus. Carenza di personale da anni denunciata dagli ordini professionali il cui grido non è però mai stato raccolto da chi aveva il dovere di provvedere. La Giustizia è stata abbandonata a se stessa, alla volontà e all’abnegazione di chi si trova quotidianamente “in prima linea” di fare il possibile, anche più del possibile, per mandare avanti “il sistema” con scarse risorse e pochissimi mezzi». La parte finale dell’intervento del presidente: « nel presente come nel prossimo futuro, l’avvocatura sarà pronta a far sentire la sua voce, ad opporsi a restrizioni e riduzioni di ogni tipo che – utilizzando la pandemia quale pretesto – siano casomai volte ad assicurare il comodo di alcuni a dispetto del diritto di altri, sarà pronta a proporre soluzioni, ad individuare nuove modalità organizzative e a mantenersi comunque vigile al cospetto di ogni decisione, senza mai trascurare la propria anima plurale, grazie all’apporto delle numerose categorie in cui la professione è oggi necessariamente suddivisa».

(fe.ser)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X