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Recuperati quasi 4mila beni culturali,
al Comune l’aquila imperiale:
il lavoro dei carabinieri del Ntpc

I DATI dell'attività investigativa dei militari coordinati dal tenente colonnello Carmelo Grasso. Tra le opere recuperate, c'è la scultura del Novecento attribuita all'artista anconetano Mentore Maltoni, che faceva parte del complesso monumentale in onore dell’imperatore Traiano e rinvenuta in un giardino privato
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L’aquila rinvenuta dai carabinieri del Nucleo Tpc di Ancona

 

E’ tempo di bilancio per i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona che oggi hanno presentato i dati dell’attività operativa svolta nel 2020 e che ha visto il recupero di oltre 3.500 beni, per un valore di circa 3 milioni di euro.
L’attività si è basata sul recupero dei beni culturali illecitamente sottratti. L’azione operativa, svoltasi in collaborazione con l’Arma territoriale e con le Stazioni, ha visto l’impiego anche di altri reparti quali i Nuclei Elicotteri e i carabinieri subacquei, con attività preventive e repressive.
Ad essere di supporto è stata inoltre la banca dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando carabinieri Tpc, che è anche la più grande banca dati di opere d’arte da ricercare al mondo, fondamentale dunque per l’analisi dei beni rinvenuti man mano.
Nell’anno appena trascorso, i carabinieri hanno controllato 95 aree archeologiche, 172 aree paesaggistiche, 145 negozi di antiquariato e 27 tra fiere antiquariali e mercatini. Attività a seguito delle quali è emersa una diminuzione, seppur di poco, riguardante i furti di beni d’arte sia in musei, luoghi espositivi pubblici o privati, luoghi di culto, archivi e biblioteche e luoghi di privati. Confrontando infatti i dati attuali con quelli del 2019, nel territorio di competenza del Nucleo dorico si erano registrati 16 furti contro i 15 dello scorso anno. Ciò è stato reso possibile grazie alla collaborazione instaurata, ad esempio, con i funzionari delle soprintendenze; delle strutture museali, archivi e biblioteche, dove a seguito delle verifiche da parte dei militari sono stati innalzati i livelli di sicurezza. I responsabili degli uffici beni culturali delle Diocesi e i sindaci delle città e dei piccoli borghi marchigiani e abruzzesi nonché il ruolo fondamentale di molti cittadini che hanno fornito ai carabinieri un prezioso supporto soprattutto in fase preventiva.

Carmelo Grasso, comandante dei carabinieri del Ntpc

Per quanto concerne invece l’attività repressiva, il Nucleo Tpc di Ancona ha consentito il recupero di 3767 beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici, di pregevole fattura, per un valore stimato di 2.882.900 euro, denunciando a piede libero 155 persone di cui 20 per reati in danno del paesaggio. I beni recuperati sono stati: 603, riguardanti il settore antiquariale, archivistico e librario. I reperti archeologici sono stati 3.131 di cui 1.473 interi e 1.388 i frammenti. I reperti paleontologici sono stati 42 mentre 6 sono le opere d’arte contemporanea contraffate sequestrate.
Ad Ancona, in particolare, si ricorda l’individuazione in un giardino privato di una scultura in marmo di travertino delle dimensioni di cm 153×139, raffigurante un’ “aquila imperiale” attribuita allo scultore Mentore Maltoni (Ancona 1894 – Ancona 1956) , che faceva parte del complesso monumentale in onore dell’imperatore Traiano, inaugurato nel 1934 in via XXIX settembre. Subito dopo il secondo conflitto mondiale, la scultura è andata persa. L’intenza attività di ricerca dei carabinieri si è avvalsa di storici e giornalisti locali quali l’architetto Massimo Di Matteo e il giornalista Giampaolo Milzi, collaboratore di Cronache Ancona.  Ciò ha consentito di generare una copiosa documentazione che riconduceva senza ombra di dubbio il bene al monumento, anche mediante confronto fotografico effettuato dal personale tecnico del Gabinetto Interregionale di polizia Scientifica della questura di Ancona. La procura di Ancona, con il pm Rosario Lioniello, concordando pienamente con le risultanze investigative prodotte dal Nucleo Tpc dorico, ha emesso un decreto di sequestro della scultura. L’aquila, che ha un peso di oltre 4 quintali, dopo la messa in sicurezza da parte dei funzionari restauratori della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ancona, è stata prelevata con l’ausilio dei Vigili del Fuoco di Ancona e affidata in custodia giudiziale al Comune, per essere collocata nella pinacoteca anconetana.

L’aquila imperiale resta al Comune: c’è l’interesse culturale

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