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Chiosco della Cittadella ancora al palo:
«Servono accertamenti sulla struttura»

ANCONA – La gara per la gestione del bar all'interno del parco cittadino si è conclusa il 29 luglio scorso, ma a quasi un anno di distanza non si è mosso nulla. Dubbi della consigliera Diomedi sul bando di concessione del PosaBar: «con quei requisiti solo pochissimi, forse un solo avente diritto, potrà partecipare»
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Il chiosco nel parco della Cittadella

 

 

La gara per la gestione del chiosco all’interno del parco della Cittadella si è conclusa il 29 luglio scorso – ad aggiudicarsi il bando, Eleonora Nobili, presentando la miglior offerta pari a circa 12mila euro –, ma a quasi un anno di distanza, le saracinesche sono ancora abbassate e non è partita alcuna attività. A chiedere lumi sulle ragioni di un tale ritardo è stata oggi, in Consiglio comunale, la capogruppo pentastellata Daniela Diomedi, anche alla luce dell’imminente avvio della stagione estiva. «L’apertura è condizionata da alcuni accertamenti in corso sulla stabilità della struttura storica nella parte retrostante all’immobile», la risposta del vicesindaco Pierpaolo Sediari. Una doccia fredda che dilaziona ulteriormente i tempi e lascia sguarnito il parco cittadino di un importante servizio. Cambiando location, la consigliera 5 stelle ha anche puntato il dito contro il bando di concessione del PosaBar, il chiosco nel parco di Posatora, pubblicato il 19 maggio. Le buste con le offerte verranno aperte il prossimo 28 maggio, ma intanto Diomedi ha osservato come «con quei requisiti solo pochissimi – forse un solo avente diritto – potranno partecipare alla gara». La questione sta nel fatto che, per partecipare, i concorrenti devono garantire sia la somministrazione di cibo e bevande, sia servizi di intrattenimento e pubblico spettacolo. «Servono due abilità, chi partecipa deve essere titolare di due codici Ateco – prosegue la capogruppo –: una specifica singolare, che restringe il campo e riduce la gamma di offerta». «Quei requisiti erano previsti anche nel bando precedente – la replica di Sediari – e in passato, oltre al gestore uscente, diversi hanno ottenuto la gestione grazie queste regole. L’interesse è escludere gli operatori che, senza esperienza di pubblico spettacolo, potessero limitare l’attività alla semplice somministrazione svilendo le potenzialità della location e di chi è in cerca di intrattenimento».

All’asta il chiosco del Parco Belvedere

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