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I mille pericoli di via Marconi:
«Ciclabile ‘a pezzi’, pedoni distratti
e automobilisti imprudenti»

ANCONA - Il quadro tracciato dai commercianti della zona dopo l'investimento che ieri ha coinvolto un 86enne, ricoverato in Rianimazione all'ospedale di Torrette. La situazione è peggiorata con il lavori del Bando Periferie. « La pista è provvisoria ma almeno un cordolo che la separi dai posteggi delle auto, servirebbe»; «gli attraversamenti pedonali sono distanti uno dall'altro»
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di Alberto Bignami

L’investimento avvenuto lungo via Marconi agli Archi nella mattinata di domenica, che vede tuttora in gravi condizioni un 86enne del quartiere ricoverato in coma farmacologico a Torrette, ha portato residenti e commercianti a parlare nuovamente anche della pista ciclabile ritenuta «un’idea buona ma, essendo fatta in questo modo, anche pericolosa».

Jimmy, del negozio di piante e fiori “Campo Verde”

«Biciclette e monopattini ci sono – dice Jimmy, del negozio di piante e fiori “Campo Verde” – e giustamente non possono andare sulla strada insieme alle auto. La pista è dunque utile. Però quando un’auto parcheggia in linea con la ciclabile, spesso passeggero o automobilista aprono lo sportello senza guardare, diventando pericolosi o per chi sta sulla ciclabile oppure per gli altri automobilisti che ora viaggiano su una carreggiata ristretta rispetto a prima. La pista – aggiunge – ha inoltre un tratto sopra il quale si ferma l’autobus e non è nemmeno lineare. Vero è che dovrebbe essere provvisoria, ma almeno un cordolo che la separi dai posteggi delle auto, servirebbe». Lungo via Marconi, attualmente vi sono poi tre attraversamenti pedonali di cui, solo uno, è regolamentato da un semaforo a chiamata pedonale e collocato davanti alle scuole. Pochi però sono gli automobilisti che si accorgono del rosso se non all’ultimo momento. Sotto al bypass, che rimane buio per l’ombra fatta dalla struttura, vi sono solo le strisce; mentre davanti al Mandracchio il semaforo è stato spento e dà un giallo lampeggiante trasformatosi in una sorta di “verde perpetuo” per chi guida.

Juri Salvagno

«I pedoni sono distratti, gli automobilisti sono incoscienti e il semaforo lato Mandracchio era importante ma non funziona da dicembre a causa di alcuni lavori – dice Juri Salvagno di “Ankonautica” -. La gente attraversa di continuo ed è pericoloso soprattutto al mattino presto, quando gli automobilisti hanno fretta di andare a lavorare oppure quando devono tornare a casa. Per non parlare poi di quelli che fanno inversione all’altezza dell’ingresso del Mandracchio, Tir compresi, nonostante la rotatoria della San Martino sia pochi metri più avanti».

Omar Andreanelli, dello storico bar “Leone”

Per Omar Andreanelli, del bar “Leone” «questa zona non è adatta alla ciclabile, soprattutto perché inizia e finisce, per poi riprendere e non portare da nessuna parte. Deve essere continua – spiega – o avere un senso come ad esempio c’è a Senigallia, sul lungomare. La nostra  è invece fatta “a pezzi”. Inoltre, spesso e volentieri le biciclette continuano a transitare sotto agli archi diventando un pericolo per chi esce dal portone di casa, per chi passeggia o per chi, come me, porta il vassoio dei caffè al tavolo esterno. La pista – prosegue – è servita solo a togliere parcheggi, e a far sostare anche sul marciapiede; oltre che a restringere la corsia di marcia. Sulla ciclabile vanno poi tutti: le bici, monopattini che sembrano scooter e c’è chi la usa per fare jogging. Attraversarla, in alcuni casi, è anche quella un’impresa. Poi  gli attraversamenti pedonali sono anche molto distanti l’uno dall’altro e, per come sfrecciano le auto, attraversare dove sono le zebre o dove non ci sono, è quasi indifferente».

Raffaella Longino

Strisce pedonali che, secondo Raffaella Longino, «dovrebbero essere invece all’altezza delle fermate dei bus. Attualmente – dice – sono troppo lontane e certe volte, dispiace dirlo, nemmeno conviene fare tutta quella strada per poi tornare indietro una volta attraversato. All’altezza del bypass, dove ci sono le altre zebre, vi sono poi anche una serie di stop e precedenze che non si trovano nemmeno sulla tangenziale di Bologna. Quasi che è più pericoloso attraversare là, che in altri punti dove almeno l’automobilista non deve stare attento a tutto, ma solo a chi ha davanti. Una volta – conclude – in questa zona c’era il casottino della polizia municipale. Rimetterlo, potrebbe servire a far rispettare regole e divieti».
Con gli attuali lavori, in via Marconi ma pure lungo via XXIX Settembre, ecco che il pedone spesso si perde e si imbatte in un percorso pericoloso, sperando di essere visto. «Senza pista – conclude – la strada aveva più respiro mentre ora è solo più caotica.»

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