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Il racconto del tabaccaio rapinato:
«Braccato da due banditi,
uno aveva una pistola»

ANCONA - Il racconto di Claudio Faure, vittima questa mattina alle Brecce Bianche del blitz da parte di due malviventi. «Irriconoscibili. Indossavano degli occhiali da sole e avevano le mascherine chirurgiche»
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Il Bar Claudio in via Barilatti

di Alberto Bignami

«Ero seduto in auto. Stavo contando i soldi che poi avrei versato alle Poste come faccio ogni settimana. Due persone all’improvviso sono arrivate a piedi e si sono messe ai due lati della macchina. Mi hanno aperto gli sportelli e, l’uomo vicino a me ha sollevato la maglia mostrandomi il calcio della pistola che teneva infilata nei pantaloni. A quel punto ha detto solamente: “Dammi tutti i soldi”. Cosa potevo fare io? Non potevo fare altro che consegnarglieli come mi aveva ordinato.»
Claudio Faure, titolare dell’omonimo bar tabacchi alle Palombare, è sotto choc. Ripensando a quei momenti, trema impaurito e ancor di più è arrabbiato pensando a quello che gli è accaduto e al periodo di Covid che ha causato, a ristoratori e baristi, tantissimi problemi economici. Faure, intorno alle 9.30, aveva parcheggiato l’auto proprio nel parcheggio alberato di fronte alle Poste. «Ho visto un posto all’ombra – prosegue – e mi sono fermato proprio lì. Dopo poco  sono arrivate queste due persone irriconoscibili perché indossavano degli occhiali da sole e avevano le mascherine chirurgiche che coprivano metà del viso. Da quella sola frase che mi intimava di consegnargli il denaro – prosegue – non so dire nemmeno che accento avessero. Inoltre, solamente uno ha parlato mentre l’altro bloccava l’altra via di fuga, quella del lato passeggero. In pratica mi hanno “chiuso” dentro l’auto».
In quel momento nel parcheggio non c’era nessuno a cui poter chiedere aiuto. Solamente auto in sosta senza nessuno dentro. Ma forse, poiché almeno uno dei due banditi era armato, seppur non si sappia se con una pistola vera o giocattolo, forse è andata meglio così nonostante il danno subìto.
«Ho dovuto per forza di cose consegnare il denaro che avevo in mano e che stavo finendo di contare prima di andare a effettuare il versamento – racconta – dopodiché i due si sono subito allontanati a piedi.»
I rapinatori non sono ovviamente scappati in direzione della strada principale, troppo trafficata e piena di persone in fila all’ingresso delle Poste, ma si sono allontanati passando per la zona verde del parcheggio. Probabilmente avevano un mezzo parcheggiato nell’area di via Sacripanti raggiungibile proprio passando attraverso la vegetazione.
Non è escluso che il tabaccaio fosse stato seguito da qualcuno che conosceva i suoi movimenti e che sapeva perfettamente abitudini, spostamenti e orari della vittima della rapina.

«Dacci tutti i soldi»: tabaccaio rapinato prima di entrare alle Poste

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