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Al porto antico si va solo a piedi
Simonella: «E’ sempre stato così
Va garantita la sicurezza»

ANCONA – L'ingresso è consentito unicamente ai mezzi autorizzati. Una decisione che ha innescato una lunga serie di polemiche, difesa invece dall'assessore con la delega allo scalo. Altra idea di città: «Sfideremo l'amministrazione comunale a mantenere fede alle sue promesse e coniugare la fruibilità dell'area con l'attività storica del cantiere navale»
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foto d’archivio

 

di Martina Marinangeli

L’ordinanza della discordia. Il documento, emanato martedì dall’Authority, che prevede l’ingresso al porto antico solo ai mezzi autorizzati di chi lavora sulle banchine, ha innescato una lunga serie di polemiche contro la limitazione nella fruizione di uno dei luoghi del cuore della città. Decisione difesa invece dall’assessora al Porto Ida Simonella, che ricorda: «la chiusura è a tutti i mezzi non autorizzati, ed è sempre stato così. L’ordinanza ha solo rafforzato questa cosa. Andare in bici non è possibile anche per una questione di sicurezza, perché ci sono le rotaie. Il porto antico non può essere paragonato ad una qualunque altra zona della città: è un’area doganale, dove alle ragioni di sicurezza ordinaria, si sommano quelle della security che riguardano un porto internazionale». La titolare della delega ricostruisce le tappe sottolineando come «nel 2015 quell’area era chiusa: oggi tutti possono andare, ma seguendo determinate regole. Bisogna far convivere una situazione di lavoro e di esigenze di sicurezza di un porto internazionale, con la sua fruizione da parte dei cittadini. Come peraltro avviene negli aeroporti, dove non si entra con bici e monopattini. Quest’anno, si fa in modo di limitare gli accessi anche in seguito a quanto successo alla Banchina». L’assessora fa riferimento all’“assalto” subito dal locale di Michela Rossi lo scorso sabato sera, quando un nutrito gruppo di ragazzi ha sfondato gli ingressi ed è entrato.

L’assessore Simonella

«Stiamo facendo di tutto perché il porto antico venga tenuto aperto e sia accessibile – prosegue Simonella –, ma con qualche regola in più rispetto alla situazione ordinaria della città. Non è una chiusura, è una questione di sicurezza. Questa regolamentazione è frutto di decisioni che sono state prese congiuntamente dalle diverse forze dell’ordine coinvolte, comprese Prefettura, Questura, Polizia di frontiera, Polmare. E firma il comandante del porto a seguito di una serie di incontri per garantire la sicurezza al porto antico». Argomentazioni che non convincono Altra idea di città, pronta a dare battaglia.

Francesco Rubini, Altra Idea di Città

«La passeggiata al porto antico è da sempre costeggiata da auto e tir che passano a pochi centimetri dal percorso pedonale. L’unica parte salva era l’ultimo pezzo di passeggiata, quello forse più suggestivo, che portava alla lanterna rossa, ormai chiuso da mesi prima con la “scusa” della pandemia, ora non si sa (la Procura ha aperto un’indagine). La verità è che quel pezzo verrà ridimensionato per lasciar spazio di manovra alle grandi navi. Come se non bastasse tutto questo, l’Autorità Portuale vuole vietare l’ingresso al porto delle pericolosissime biciclette e dei mortali skateboard. Il messaggio era chiaro all’inizio: restituire il porto antico ai cittadini. Poi cos’è successo? Altra idea di città – aggiunge il movimento in una nota – si impegna con la cittadinanza ad andare a fondo sulla questione dentro e fuori del consiglio comunale, per tutelare il diritto dei cittadini di vivere il porto antico. Sfideremo l’amministrazione comunale a mantenere fede alle sue promesse e coniugare la fruibilità del porto antico con l’attività storica del cantiere navale. Noi cittadini arriviamo sempre dopo nelle gerarchie di interesse. Ora basta, siamo stanchi».

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