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Consiglio regionale, voti unanimi
per la mozione sul papà di Sassoferrato
che chiede di riabbracciare la figlia

ANCONA - Portato all'attenzione dell'Assemblea legislativa delle Marche dal consilgiere Giacomo Rossi il caso di Emilio Vincioni e della piccola che vive in Grecia con l'ex moglie dell'uomo. «E’ una vicenda paradossale ed emblematica» ha ricordato il primo firmatario dell’atto che impegna presidente e giunta ad attivarsi con le istituzioni per una soluzione
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Emilioni Vincioni (al centro) oggi in aula  con il padre Alberto e il consigliere regionale Giacomo Rossi (a sinistra)

 

Emilio Vincioni è il papà di Sassoferrato che lotta dal 2016 per rivedere la figlioletta, oggi di 5 anni e mezzo e vive ad Atene con l’ex moglie di nazionalità greca. La donna, dopo il parto, non è mai più tornata in Italia. Una relazione padre-figlia complicata dalla distanza geografica ma anche dal fatto che alla piccola, di nazionalità italiana, non è mai stato permesso di fargli visita in Italia. Oggi il Consiglio regionale delle Marche ha approvato all’unanimità la mozione (primo firmatario Giacomo Rossi) che impegna presidente e giunta ad attivarsi con le istituzioni per una soluzione. Vincioni, presente in aula con il padre Alberto, il nonno della bimba, a più riprese si è appellato alla Farnesina e all’Ambasciata per far valere i propri diritti di genitore.

«Oggi in Consiglio Regionale è stata approvata all’unanimità la mia mozione relativa al “caso Vincioni”, un caso paradossale ed emblematico che riguarda un cittadino marchigiano a cui, dal momento della nascita, è stata sottratta sua figlia. – scrive il consigliere regionale Giacomo Rossi che ha preso a cuore la vicenda – La mia mozione sottoscritta da tutti i capogruppo di maggioranza e dal collega Nicola Baiocchi a (che ringrazio) e votata da tutti i consiglieri (che altresì ringrazio per la loro sensibilità) chiede che la Regione si attivi presso tutti i canali istituzionali per far fronte a questa ingiustizia plateale ed oggettiva. Ringrazio l’amica Veronica Berenica Ersilia Sansuini della Commissioni Pari Opportunità che mi ha portato all’attenzione il caso, nonché l’’Associazione Penelope’. Ringrazio anche la caparbietà di Emilio Vincioni che mi ha spinto da subito ad attivarmi su questo caso, sul quale oggi, tutta la Regione Marche si è unita al di là dei colori politici. La vicenda non finisce qui e continueremo a fare di tutto affinché questi due cittadini marchigiani ottengano giustizia e recuperino quel naturale rapporto relazionale che un padre ed una figlia dovrebbero avere».

 

 

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