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Infermiere accusato di 8 omicidi,
partito il processo di Corte d’assise
Oltre 90 testimoni e 47 parti civili

MACERATA - Imputato Leopoldo Wick, che lavorava alla Rsa di Offida dove si sono verificati una serie di decessi che, per l'accusa, sarebbero da imputare a somministrazioni di farmaci e sostanze che sarebbero state letali. I giudici hanno disposto una perizia medico legale approfondita per accertare il nesso di causalità. La difesa: «L’imputato non sta bene, la lunga detenzione l’ha provato e ha dei problemi neurologici»
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Il procuratore Umberto Monti oggi al tribunale di Macerata

 

di Gianluca Ginella

Saranno una novantina i testimoni al processo per la morte di otto persone ospiti alla Rsa di Offida tra il 2017 e il 2019. Il processo di Corte d’assise in cui è imputato Leopoldo Wick, 58 anni, residente a Grottammare, infermiere della Rsa, è partito oggi al tribunale di Macerata. Assente l’imputato, erano presenti invece i legali delle 47 parti civili che si sono costituite (si tratta di parenti delle otto vittime). La difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco Voltattorni, Tommaso Pietropaolo, Luca Filipponi, è convinta che non vi siano prove che l’infermiere abbia ucciso gli anziani. L’accusa contesta oltre a 8 omicidi anche a 4 tentati omicidi. I giudici hanno ammesso i 55 testimoni dell’accusa, sostenuta dal procuratore di Ascoli Umberto Monti, i 20 della difesa, e numerosi altri testimoni delle parti civili (c’è chi ha chiesto di sentire 56 persone, ne sono state ammesse otto). Inoltre la partita del processo si giocherà sulle perizi e sulle intercettazioni telefoniche. I giudici affideranno l’incarico per svolgere le trascrizioni delle intercettazioni la prossima udienza, il 3 novembre).

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Da sinistra gli avvocati Tommaso Pietropaolo, Francesco Voltattorni, Luca Filipponi

Inoltre è stata disposta un’ampia consulenza medico legale per verificare il nesso di causalità tra le morti e le sostanze eventualmente somministrate alle persone decedute. Incarico che sarà affidato il 17 novembre ad un medico legale e ad un tossicologo. La loro analisi verrà svolta sulla documentazione delle persone morte. La Corte d’assise, presieduta dal giudice Roberto Evangelisti, sbrigate le questioni tecniche ha poi stilato un calendario per le prossime udienze. Si riparte il 3 novembre con i primi testimoni. «E’ stata una udienza tecnica in cui si è dato ingresso alla prove, il presidente ha già disposto una perizia medico legale, usando gli stessi periti dell’incidente probatorio già svolto ma con un incarico molto più ampio – dice l’avvocato Voltattorni -. Dovranno accertare il collegamento tra i farmaci o le sostanze tossiche rinvenute nei cadaveri e la morte». Wick oggi non ha partecipato all’udienza, il suo legale spiega che «non sta bene di salute, la lunga detenzione l’ha provato e ha dei problemi neurologici. Abbiamo chiesto al presidente della Corte d’assise di far svolgere una visita medica in carcere».

L’accusa contesta a Wick di avere, quale infermiere della Rsa di Offida, causato la morte di otto pazienti «somministrando consapevolmente e deliberatamente loro insulina e psicofarmaci (promazina, quetiapina, zolpidem, risperidone, leovosulpiride, benzodiazepine) che per dosi – ampiamente superiori ai range terapeutici – o tipologia erano assolutamente controindicati e tali da poter cagionare il decesso degli stessi».

francesco-voltattorni-1-650x488Le vittime sono Lucia Bartolomei morta il 10 febbraio 2019 per intossicazione acuta di promazina e quetiapina che per l’accusa sarebbero stati somministrati indebitamente a dosi elevatissime. Altra vittima Vincenzo Gabrielli, morto il 25 febbraio 2019 per indebita – dice l’accusa -, ripetuta ed elevata somministrazione di insulina. Domenica Grilli, morta il primo novembre 2018 per intossicazione acuta di promazina indebitamente somministrata a dosi molto elevate, dice l’accusa. Luigi Salvucci, morto il 2 novembre 2018, per intossicazione acuta di promazina, zolpidem, quetiapina, anche in questo caso, sostiene il pm, indebitamente somministrati a dosi molto elevate. Maria Antonietta Valentini, morta l’11 dicembre 2018, per intossicazione acuta di promazina, risperidone e levosuplpiride. Lucia De Angelis, morta il 2 novembre 2018 per indebita, ripetuta ed elevata somministrazione di insulina, dice l’accusa. La settima persona morta è Teresa Vagnoni, scomparsa l’8 gennaio 2017 e che per l’accusa sarebbe morta per plurime ed elevate somministrazioni di insulina. Il 16 luglio 2018 era morta Domenica Alfonsi, per intossicazione da psicofarmaci a seguito – dice l’accusa – di ripetute indebite somministrazioni a dosi molto elevate di benzodiazepine. Le 47 parti civili sono assistite dagli avvocati Mauro Gionni, Stefano Pierantozzi, Guido Talarico, Massimiliano Zeppilli, Grazia Rita Occhiochiuso, Matteo Mion, Antonella Carosi, Rosanna Polini, Marco Flaiani, Renzo Vespasiani, Francesco Gozzi.

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