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Concessioni balneari fino al 2023
Castelli: «Colpo durissimo
per l’Italia costiera»

INTERVENTO dell'assessore regionale sulla decisione del Consiglio di Stato. Annunciato per la prossima settimana un tavolo tecnico in Regione con operatori, professionisti del settore e rappresentati istituzionali
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Sirolo (foto d’archivio)

Il Consiglio di Stato ha prorogato le concessioni balneari fino a dicembre 2023. A seguire  “il settore sarà aperto alle regole della concorrenza” secondo le direttive europee e le concessioni saranno assegnate tramite gare ad evidenza pubblica. Sull’argomento, interviene l’assessore regionale Guido Castelli.

Guido Castelli

 

«”Tanto tuonò che piovve” potremmo dire! Proroga di soli due anni delle concessioni balneari e cancellazione delle norme che avevano garantito la continuità alle stesse. Quello che tanto temevamo, purtroppo si è verificato con puntualità preoccupante.

Il Consiglio di Stato ha, infatti, decretato con sentenza proprio ieri la cessazione delle attuali concessioni demaniali marittime alla data del 31 dicembre 2023. Un colpo durissimo al turismo per l’Italia costiera con effetti straordinariamente negativi a ricaduta su tutto il settore. E non solo.

La logica di decretare la disapplicazione di una legge votata dal Parlamento e la contestuale messa al bando delle relative concessioni, dopo la scadenza indicata, appaiono discutibili, visto il momento di difficoltà legata alla emergenza pandemica. Una decisione che lascia nell’incertezza e nella confusione milioni di addetti ai lavori.

Per fare il punto sulla situazione e, nel contempo, per lanciare un segnale di vicinanza e solidarietà a tutto il comparto interessato, organizzeremo come Regione Marche, la prossima settimana, un tavolo tecnico coinvolgendo operatori, professionisti del settore e rappresentati istituzionali.

Riteniamo, infatti, che questo costituisca un fatto molto grave che condiziona e condizionerà il futuro di decine di migliaia di realtà imprenditoriali (molte a conduzione famigliare) che oggi, per una decisione presa dall’alto, si troveranno a dover riscrivere il proprio percorso professionale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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