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Vertenza Caterpillar,
lettera di solidarietà ai lavoratori
firmata dai sindaci dell’Ambito 12

FALCONARA - L'iniziativa è stata promossa dalla prima cittadina falconarese Stefania Signorini in qualità di presidente del Comitato dei sindaci, perchè la paventata chiusura dello stabilimento jesino tocca tutta la Vallesina: molti operai risiedono anche ad Agugliano, Camerata Picena, Chiaravalle, Monte San Vito, Montemarciano e Polverigi
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La sindaca di Falconara Stefania Signorini

 

I sindaci dell’Ambito territoriale sociale 12, accogliendo la proposta di Stefania Signorini in qualità di presidente del Comitato dei sindaci, esprimono attraverso una lettera aperta la loro solidarietà ai lavoratori di Caterpillar di Jesi. «Come sindaci dei Comuni dell’Ambito Territoriale 12 – si legge nella missiva – siamo vicini ai lavoratori della Caterpillar di Jesi e agiremo in tutte le sedi istituzionali per chiedere al Governo di porre un argine alla chiusura delle attività produttive, quando queste sono economicamente sane e offrono lavoro a centinaia di persone, in nome solo di maggiori profitti. La chiusura di tali attività condiziona l’economia di interi territori. La vicenda della Caterpillar di Jesi tocca direttamente tutta la Vallesina: molti lavoratori impiegati nello stabilimento jesino e nell’indotto vivono nei Comuni dell’Ambito Territoriale sociale 12. Sono evidenti le conseguenze sociali che toccheranno i Comuni di Falconara, Agugliano, Camerata Picena, Chiaravalle, Monte San Vito, Montemarciano e Polverigi, derivanti dai devastanti licenziamenti collettivi, come quello che è stato prospettato».

Al di là dei problemi pratici che gli enti locali si troveranno ad affrontare, restano in primo piano gli aspetti umani ed etici: è inammissibile che un’azienda come la Caterpillar, cui dal 1952 è legata l’omonima fondazione «che ha l’obiettivo di “migliorare la vita delle persone in tutto il mondo”, decida di lasciare senza lavoro di punto in bianco 260 dipendenti, non perché in crisi, semplicemente per ricercare un maggior profitto. Una filosofia estremamente cinica, che alimenta lo sfruttamento del lavoro, se è vero che Caterpillar intende chiudere la produzione di cilindri a Jesi perché costa meno acquistarli in altre parti del mondo, come la Cina, dove i diritti dei lavoratori non sono tutelati. – prosegue la lettera – Intendiamo mobilitare i nostri Consigli comunali per far arrivare al Governo un messaggio unanime, affinché intervenga per scongiurare la chiusura di un’industria sana, a Jesi come in qualsiasi altra parte d’Italia. Con questa lettera aperta chiediamo inoltre ai vertici di Caterpillar se siano state valutate tutte le strade possibili per scongiurare una scelta tanto drastica. Nel frattempo esprimiamo la massima solidarietà ai nostri concittadini coinvolti nella vertenza e a tutti i lavoratori, che sono sprofondati in un baratro, psicologico prima ancora che economico, a pochi giorni dal Natale».



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