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«E’ tardi per aprire un hub vaccinale
e trovare una nuova sede Usca»

OSIMO - Achille Ginnetti, capogruppo di Pof, è critico sui contenuti dell’ordine del giorno presentato dal Pd e discusso in Consiglio comunale
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Achille Ginnetti (a sinistra) con il sindaco Simone Pugnaloni

 

 

Il capogruppo di Pof, Achille Ginnetti, interviene sull’ordine del giorno per l’apertura di un centro vaccinale di prossimità presentato dal Pd e discusso nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. «Più volte, sia come medici di famiglia che come Progetto Osimo Futura, abbiamo evidenziato la necessità di un punto vaccinale di prossimità ad Osimo- scrive il consigliere comunale di opposizione di Progetto Osimo Futura – Da un anno a questa parte, da quando sono iniziate le vaccinazioni anti-Covid, non si è stati con le mani in mano. I medici di famiglia hanno vaccinato i propri pazienti negli ambulatori e anche il sindaco- spezzo una lancia a suo favore- si è dimostrato collaborativo per creare un punto vaccinale in città per tutte quelle persone che avevano difficoltà a spostarsi per raggiungere il Paolinelli ad Ancona. Purtroppo, dal Distretto Sanitario e Area Vasta abbiamo avuto ogni volta solo risposte evasive ed Osimo è rimasta orfana di un punto vaccinale». Ginnetti fa osservare che «la politica, con i suoi tempi, non ha saputo rispondere alle esigenze dei cittadini. Nelle Marche hanno ricevuto la dose booster il 70% degli over 50, l’80% degli over 60 e l’87% degli over 70 e 80. C’è quindi da chiedersi il senso di un bando per trovare ad Osimo un’alternativa al centro Paolinelli ora che l’afflusso delle vaccinazioni per la terza dose sta diminuendo».

Il consigliere di Progetto Osimo Futura spiega anche perché, allo stato attuale, non ha senso neppure trovare una nuova sede Usca, come invece chiesto dal Pd nell’odg. «La situazione è tornata quasi alla normalità. L’Usca ha diminuito di gran lunga l’esecuzione dei tamponi- ora ne fa 20-25 contro i 130 di un mese fa- e non si verificano più le lunghe code che bloccavano la statale Adriatica. Ciò avveniva perché da novembre l’Usca era stata caricata anche del percorso guarigione delle scuole seppure non fosse di sua competenza. La sede, quindi, potrebbe ormai rimanere nell’edificio di Osimo Stazione visto anche che, con l’imminente fine dello stato di emergenza, a breve l’Usca potrebbe concludere la sua attività».

Achille Ginnetti riporta i numeri del prezioso operato dell’Usca nella Val Musone. Da aprile 2020 ad oggi l’Unità Speciale di Continuità Assistenziale ha servito un bacino di utenza di 90 mila persone, in più il sistema di residenzialità (Lega del Filo d’Oro – case di riposo – Rsa) per oltre 3.000 posti letto. Sono stati eseguiti più di 26.500 tamponi, visitate oltre 8 mila persone. Il 97% dei pazienti è stato curato a domicilio. «Nonostante l’effettiva utilità dell’odg sia tardiva, ho votato a favore perché quando si è di fronte ad un’emergenza non ci si deve dividere ma supportare per trovare soluzioni. Tra l’altro, anche se lo stato di emergenza cesserà, i casi Covid non cesseranno, quindi domiciliarità e diagnostica precoce dovranno essere gli obiettivi principali per assicurare assistenza e cura» conclude Ginnetti.



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