facebook rss

Messa alla prova revocata:
bullo condannato a tre anni

ANCONA - Doveva rispondere di stalking ed estorsione per fatti compresi tra il 2018 e il 2020, quando in concorso con altre persone aveva preso di mira un gruppetto di ragazzini. La Map gli è stata annullata per essersene andato alla comunità
Print Friendly, PDF & Email

foto d’archivio

 

Tre anni di reclusione per stalking ed estorsione. E’ la condanna rifilata dal Tribunale dei Minorenni a un 17enne di origine rom, arrestato dalla polizia nell’ottobre del 2020 con l’accusa di aver tartassato un gruppetto di ragazzi, alcuni dei quali gravati da deficit cognitivi. In un primo momento, il giudice aveva concesso la messa alla prova: un percorso da affrontare in comunità della durata di 18 mesi. In primavera, però, il 17enne ha abbandonato la struttura e non vi ha fatto più ritorno. Così, la procura ha chiesto la revoca della Map. Revoca varata dal giudice che poi ha condannato il 17enne, in abbreviato. La sospensione condizionale della pena è subordinata alla realizzazione di un percorso di volontariato, da eseguire (su richiesta dell’imputato alla Caritas). Il giovane era difeso dall’avvocato Michele Carluccio. Le vittime, almeno due quelle conteggiate dalla procura, erano assistite dai legali Laura Versace ed Arianna Benni.

Stando agli episodi contestati, il 17enne avrebbe intimorito per almeno 17 volte un coetaneo con problemi cognitivi, chiedendogli soldi: da un minimo di un euro a un massimo di 10. I soldi sarebbero stati chiesti con le minacce del tipo: «Ti spaccio la faccia», «Ti tiro un pugno che ti rientrano naso e denti». Inoltre, l’imputato avrebbe spalleggiato dei complici (periodo 2018-2020) per perseguitare sia il 17enne che un ragazzo che ha ormai compiuto la maggiore età. Ci sarebbero state percosse, minacce con il gesto del taglio della gola.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X