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Rapinato in casa al Cardeto
«Mi hanno massacrato di botte
e poi legato e chiuso in cucina»

ANCONA - L'uomo, un bancario 60enne, ha riportato 25 giorni di prognosi e due costole rotte. Il racconto choc di quegli interminabili momenti. Avviate immediatamente le indagini da parte dei poliziotti della Squadra Mobile
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Agenti della Squadra Mobile (Archivio)

di Alberto Bignami

«Hanno suonato direttamente alla porta. Ho aperto perché pensavo fosse l’inquilino che mi portava l’affitto con qualche giorno di anticipo dato che mi è venuta a mancare mamma proprio in questi giorni. Di fronte mi sono trovato subito due persone che mi hanno fatto un’unica domanda: “Sei tu?”, dicendo poi il mio cognome; dopodiché mi hanno spinto e iniziato a picchiare».
E. P. il bancario pestato e rapinato ieri sera verso le 20.30 all’interno del proprio appartamento in via Cardeto, preferisce rimanere nell’anonimato ma racconta quanto gli è accaduto.
«A Torrette – prosegue – i medici mi hanno dato 25 giorni di prognosi. I banditi mi hanno picchiato alla testa e mi hanno anche rotto due costole».
Momenti drammatici che sono stati infiniti e durati a lungo «Oltre 20 minuti».
«Hanno iniziato a spintonarmi – prosegue nel racconto – e iniziato a massacrarmi di bastonate. Mi hanno messo a terra e legato le mani con del nastro da pacchi (dice mostrando le mani a ‘x’, messe davanti). Uno mi ha anche fatto vedere una pistola, ma non so se fosse vera o meno».
Ma perché scegliere una persona come il 60enne che sì, lavora in banca e vive da solo ma «Nemmeno io so spiegarmelo – interrompe, proseguendo poi nella descrizione dei malviventi -. Avevano il volto coperto dalla

La questura di Ancona

mascherina chirurgica anti Covid e cercavano di coprirsi con qualcosa in testa», cappellini o cappucci di felpe che in quei momenti l’uomo non è riuscito a vedere bene per i colpi che continuava a prendere in viso. Tutto è dunque accaduto all’improvviso, senza nemmeno che potesse avere il tempo di reagire.
«Si sono letteralmente accaniti – aggiunge – e la paura è stata tanta. Hanno iniziato a spostarmi da una stanza all’altra chiedendo i soldi, dopodiché mi hanno chiuso a chiave in cucina. Penso fossero nordafricani, bengalesi o pakistani, comunque stranieri. Uno era più altro di me e l’altro più basso».
La vittima ha una ferita, bendata, ad un dito. «Me la sono procurata – spiega – quando mi hanno chiuso in cucina. Per uscire, ho infatti preso una bottiglia d’acqua e ho spaccato il vetro della porta per poi girare la chiave nella serratura. Mi avevano chiuso dentro. Nel mettere la mano tra i vetri rotti, per passare dall’altra parte e arrivare alla chiave per girarla, mi sono ferito. Lo scotch me lo sono poi tolto tagliandolo con un coltello da cucina e ho chiamato il 112».
I banditi cercavano i soldi «e nel dirmelo continuavano a urlare “I soldi, i soldi”, minacciandomi di morte e dandomi continue botte in testa».
Frastornato e ancora sconvolto per l’accaduto, il 60enne questa mattina è stato in questura dove ha raccontato a lungo quanto accaduto, agli agenti della Squadra Mobile che hanno avviato immediatamente le indagini.
Le ricerche dei due malviventi sono in corso.

Rapina in casa al Cardeto: 60enne legato con lo scotch portati via 1.500 euro

 

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