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Elettrodomestico: «Il 17 novembre
è sciopero per le politiche industriali
e per le vertenze aziendali»

LA CRISI del comparto del Bianco è strutturale e Pierpaolo Pullini (Fiom Cgil) riporta l’attenzione sui siti produttivi del Fabrianese che hanno già perso centinaia di posti di lavoro, proponendo soluzioni, come quella «di un intervento straordinario con la rottamazione cappe, vecchie ed energivore, per dare respiro alle aziende se si vuole evitare il rischio collasso del settore»

 

Nelle Marche è crisi strutturale del settore Eelettrodomestico. A sottolinearlo ancora una volta è Pierpaolo Pullini della Segreteria Fiom Cgil Ancona. Il suo invito ai lavoratori è quello di partecipare allo sciopero generale del 17 novembre per le politiche industriali, e per avviare interventi per la sopravvivenza dei siti produttivi del “Bianco” che hanno già perso centinaia di posti di lavoro, tra i lavoratori in somministrazione. Lo sciopero di venerdì prossimo nelle Marche si articolerà in cinque manifestazioni su cinque piazze: a Jesi, Pesaro, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. A Jesi in particolare il raduno è previsto all’Arco Clementino e, dalle 10, sfilerà corteo fino a piazza Colocci dove si terrà il comizio alla presenza del segretario generale della Uil Fpl nazionale, Domenico Proietti. Saranno presenti anche i segretari generali di Cgil Marche, Giuseppe Santarelli, e Uil Marche, Claudia Mazzucchelli. Secondo Fiom Cgil Ancona gravano forti incognite sulle riorganizzazioni delle grandi multinazionali del settore, tra cui Whirlpool ed Electrolux, sulle decine di richieste di cassaintegrazione in tutto l’indotto e sull’intero territorio di Fabriano. Ma qualche soluzione ci sarebbe.

 

Piepaolo Pullini

Per l’elettrodomestico è crisi strutturale: un settore che vede una contrazione dei mercati, anche del 30% sul 2022, che oramai va avanti da più di anno e mezzo e di cui ancora non si vede una ripresa ( alcune imprese parlano addirittura della seconda metà del 2025 ). Assordante il silenzio del Governo alle varie richieste di convocazione di tavoli di settore e di crisi aziendali, alle richieste di interventi a tutela dei posti di lavoro e dei territori. L’area del Fabrianese rischia un ulteriore avanzamento del processo di desertificazione industriale se non si interviene immediatamente.

Il 17 novembre sarà sciopero generale anche per chiedere al Governo vere politiche industriali dentro la manovra finanziaria, che rendano sostenibile la produzione di Elettrodomestico in Italia, che mettano le imprese nella condizione di guadagnare producendo sul territorio nazionale e che accompagnino l’intero tessuto industriale, a partire dall’indotto e dalla filiera di fornitura, nella fase di transizione energetica e digitale.

Il 17 novembre sarà sciopero generale perché servono, inoltre, interventi straordinari per permettere alle imprese del fabrianese di sopravvivere in questa fase in cui tutti i mercati sono fermi: le cappe aspiranti nelle abitazioni italiane hanno una vita di oltre 15 anni, quindi è necessaria una vera e propria rottamazione che riguardi però esclusivamente l’alto di gamma nell’ottica del massimo efficientamento energetico, ossia quei prodotti su cui le imprese riescono a fare alta marginalità, su cui molto difficilmente vengono applicate scontistiche e che porterebbero un vero risparmio nei consumi energetici delle famiglie.

Questo potrebbe provocare un incremento immediato delle quote di mercato di circa il 10%, permettendo la sopravvivenza delle aziende in attesa che vengano portata a compimento le industriali in un’ottica di progettualità di sistema Paese, su cui comunque la discussione è drammaticamente assente.

Pierpaolo Pullini

Segreteria Fiom Cgil Ancona

 

 

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