Stazione merci di Castelfidardo,
Catraro mette in guardia:
«Non c’è un no definitivo»
L’assessore Regionale Baldelli il 28 aprile scorso ha portato a conoscenza che “una commissione tecnica del ministero dell’Ambiente” ha espresso parere negativo sulla volontà delle ferrovie di realizzare la nuova stazione merci, a San Rocchetto. «E’ legittima la soddisfazione di tutti per tale prima parziale decisione, ma é passato sui mezzi di comunicazione e tra tanti politici e cittadini che sia un no “definitivo”. Dobbiamo valutare attentamente quale sia la realtà e capire se possiamo dire che lo scalo sarà spostato in altra sede come definitivo e quindi va mantenuta alta l’attenzione. Da quello che emerge, visto che dopo due settimane scandalosamente non si trova ancora sul sito del Mase l’atto ufficiale, è che la Commissione non ha detto un no definitivo allo scalo a San Rocchetto, ma solo che il progetto di San Rocchetto deve essere sottoposto a Via nazionale e non a quella semplificata proposta da Rfi. Quando potremo leggere il documento vedremo se ci sono altre indicazioni». E’ l’allarme lanciato dal segretario del Psi Castelfidardo, Lorenzo Catraro.
La decisione del Mase era in larga misura attesa e scontata – secondo l’esponente socialista – visto che tutti gli Enti interessati lo avevano chiesto, pertanto era improbabile che rispondesse diversamente. «Quindi se Rfi volesse procedere con San Rocchetto deve cambiare modalità e presentare una Via Nazionale fatto che richiederebbe senz’altro tempi più lunghi e importi più onerosi. Vi sono adesso due aspetti da tenere strettamente sotto controllo per cercare di capire ed eventualmente intervenire: la scelta dell’area ed il finanziamento dell’opera. – prosegue il comunicato di Lorenzo Catraro – La prima domanda da porsi è: Rfi ha trovato un’altra area? La Regione dichiara che Rfi si era detta mesi fa disponibile a studiare tale possibilità, ora poiché lo scalo merci impegna oltre 2 Km., non ci vuole molto per verificare , almeno di larga massima, se esiste altra zona compatibile. Ma ad oggi non abbiamo alcuna comunicazione ufficiale in merito. A giustificazione dobbiamo dire che Rfi ed Italferr in questo momento sono impegnatissimi con la chiusura del Pnrr e probabilmente lo scalo non è priorità e che inoltre forse aspettasse il parere della Commissione prima di prendere diverse decisioni».
Il segretario Psi Castelfidardo nella nota ricorda inoltre come «l’altro aspetto è che il progetto non é finanziato; quindi visto l’aumento dei costi occorrerà reperire sicuramente più dei 90 milioni di euro previsti e non sarà facile trovarli considerato che la gran parte dei finanziamenti è stata dirottata sulle grandi opere a partire dal Ponte di Messina e da Genova. Anche a scapito delle Marche. In conclusione Baldelli ha fatto intuire che lo scalo sarà spostato: mi auguro che abbia informazioni che noi non abbiamo. Ad oggi l’unica cosa che sembra certa in base a quel che sappiamo della decisione del Mase, si è ottenuto un allungamento dei tempi (mesi o anni?), tempi nei quali Rfi deve decidere cosa fare e a che costi. – evidenzia Catraro – Per concludere voglio ribadire la nostra posizione: dopo il primo incontro pubblico che tenemmo a San Rocchetto ad inizio 2025, quando ancora nessuno, aldilà del Comune si era espresso abbiamo detto e ribadiamo: è opportuno spostare lo scalo trovando un altro sito, ma nel caso ciò non avvenisse occorre trattare con Rfi e Regione perché certamente non basterebbero le compensazioni di legge. Ma questo è un altro tema: oggi riteniamo che la situazione vada attentamente tenuta sotto controllo, a partire da quando leggeremo il parere della Commissione, proprio per avere un progetto condiviso dovunque sarà posto lo scalo» conclude Lorenzo Catraro.
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