Molo Clementino, Ciccioli:
«Investimento da 22 milioni,
ritorno da oltre 236 milioni»

ANCONA – L’eurodeputato di FdI torna ad evidenziare i benefici del progetto del nuovo hub croceristico, ancora in fase di stallo, riferendo di uno studio comparato realizzato da Francesco Puca, analista tecnico-finanziario e giovane professionista marchigiano

Carlo Ciccioli

«I numeri parlano chiaro e certificano ciò che appare lapalissiano e senza tema di smentita sui benefici del Molo Clementino, una scelta strategica decisiva per il futuro di Ancona e dell’intero sistema economico marchigiano. Tra il 2024 e il 2040, l’opera genererà +2,46 milioni di passeggeri cumulati e +640 scali nave aggiuntivi, proiettando il porto di Ancona a hub di riferimento nel medio Adriatico». Torna a parlare del progetto per il nuovo hub croceristico nel porto antico di Ancona, ancora in fase di stallo, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, in merito al dibattito sulla realizzazione del Molo Clementino attraverso uno studio comparato realizzato da Francesco Puca, analista tecnico-finanziario e giovane professionista marchigiano attivo nell’analisi dei mercati, nella cultura finanziaria e nella valutazione strategica degli investimenti infrastrutturali per lo sviluppo del territorio con la società di analisi nazionale, Siat.

«Parliamo di un investimento pubblico iniziale di 22 milioni di euro che produrrà benefici economici enormemente superiori, con un saldo netto positivo di quasi 80 milioni e un impatto complessivo sul territorio superiore ai 236 milioni di euro. – prosegue l’europarlamentare – Sono dati che dimostrano come le infrastrutture, quando vengono progettate con visione e concretezza, diventino un motore reale di sviluppo, occupazione e competitività. Il potenziamento del porto consentirà ad Ancona di trasformarsi in un hub crocieristico di riferimento per il medio Adriatico, superando entro il 2040 quota 378mila passeggeri e oltre 135 scali annui. Particolarmente strategica sarà l’evoluzione verso il modello home port, che passerà dal 17% al 30% del traffico, attivando una spesa diffusa e prolungata su accoglienza, trasporti e servizi locali e questo perché il nostro Porto si trasformerà, diventando non una semplice infrastruttura ‘di passaggio’. Infatti, il tasso di crescita annuo del traffico salirà al 3,2%, garantendo una traiettoria espansiva stabile e non episodica. Sono numeri oggettivi per definizione e che fanno di quest’opera una piattaforma integrata di sviluppo territoriale. Significa più turismo, più lavoro, più opportunità per le imprese e maggiore attrattività internazionale per Ancona. Fratelli d’Italia sostiene da tempo che le infrastrutture siano il motore della competitività territoriale. Il Molo Clementino non è solo cemento, ma può contribuire a una crescita stabile e dare prospettive alle future generazioni. I dati confermano la bontà del progetto. È ora di realizzarlo», conclude Carlo Ciccioli.

«Lo studio evidenzia che il Molo Clementino – sottolinea Francesco Puca – non è un costo, ma un investimento infrastrutturale ad alto rendimento territoriale. L’opera può rafforzare la competitività del porto, aumentare i flussi crocieristici e generare ricadute concrete sulle imprese locali».

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