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L’arcivescovo Angelo Spina
fa il suo ingresso dal mare
«Segno di lavoro e fede» (Video)

ANCONA – Il primo pensiero alle famiglie ed ai giovani, quasi a raccogliere l'esortazione lanciata domenica scorsa dal cardinale Menichelli. Il sorriso aperto e cordiale, il volto con cui il nuovo vescovo si presenta alla città. "Oggi inizio con voi questa scuola di fraternità"
domenica 1 Ottobre 2017 - Ore 16:59
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Il saluto dell'arcivescovo Angelo Spina dal sagrato della Cattedrale di San Ciriaco

L’arrivo dell’arcivescovo Angelo Spina ad Ancona sulla motovedetta della Capitaneria di porto

 

La benedizione del vescovo Angelo Spina al suo ingresso alla cattedrale

 

di Agnese Carnevali

(foto di Giusy Marinelli)

Arriva dal mare monsignor Angelo Spina nel giorno del suo insediamento nell’arcidiocesi di Ancona-Osimo. Una «scelta simbolica» ha commentato, appena sbarcato al molo Wojtyla del porto di Ancona attorno alle 16, prima di salire verso la Cattedrale dove, a partire dalle 17, ha celebrato la prima messa del suo episcopato.
«È stato il cardinale Edoardo Menichelli a suggerire l’ingresso dal mare. Questo mare è carico di significati. Il mio vuole essere un segno di vicinanza a pescatori e navigatori, al cantiere storico di questa città. Questo è un mare che dà lavoro a molti, che significa accoglienza e che è anche pieno di significati biblici. Ho ripensato alle tante traversate di Gesù sul mare della Galilea e ai discepoli spaventati nell’agitarsi delle onde e Gesù sulla barca che dice “Non abbiate paura”» ha spiegato Spina, durante le prime dichiarazioni pubbliche da arcivescovo di Ancona-Osimo. «Su questo molo sono arrivati i Santi, San Giovanni Paolo II, San Ciriaco e San Francesco che da qui è partito per l’Oriente, quindi è un augurio a camminare sulla via della santità» ha continuato Spina, che tra le prime missioni del suo incarico ha ribadito la volontà di stare accanto alle famiglie e ai giovani.

L’arrivo di Angelo Spina a Numana

Prima di toccare le coste doriche, il monsignore ha pregato nella Basilica di Loreto, per poi spostarsi a Numana dove si è imbarcato per la processione via mare insieme con il contrammiraglio comandante della Capitaneria di porto di Ancona, Francesco Saverio Ferrara e dove ha ricevuto il caloroso saluto dei cittadini e dei sindaci di Sirolo e Numana.

L’ARRIVO AL PORTO DI ANCONA
Gli alti getti d’acqua della motovedetta hanno annunciato l’arrivo del vescovo al porto. A dargli il benvenuto, il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, il presidente dell’Adsp, Rodolfo Giampieri, il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, il deputato Pd Emanuele Lodolini, la presidente della provincia di Ancona, Liana Serrani, il comandante della Polizia postale delle Marche, Cinzia Grucci. I saluti ed un breve scambio di battute prima di partire alla volta della cattedrale. Sorriso aperto e cordiale è il volto con cui il nuovo vescovo si è mostrato per la prima volta alla città. Tantissime le persone che hanno atteso il suo ingresso al duomo. Sulle scale di San Ciriaco anche una delegazione in abito tipico del Molise da San Polo Matese e un gruppo di fedeli da Sulmona, la sua terra natale di origine e la Curia da dove proviene. Ad attenderlo in chiesa, il cardinale Menichelli – al quale Spina ha ricordato: «questa è casa sua. Qui non deve bussare per entrare» – i vescovi delle Marche, Luciano Paolucci Bedini, eletto vescovo di Gubbio, l’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte ed il suo metropolita in Abruzzo Giuseppe Petrocchi.

Lo sbarco al molo Wojtyla

 

L’arrivo alla cattedrale, insieme al sindaco Mancinelli, tra la folla di fedeli

 

L’INGRESSO ALLA CATTEDRALE DI SAN CIRIACO
E in questa domenica di inizio ottobre il duomo è troppo piccolo per accogliere i tanti fedeli giunti dal Molise, dall’Abruzzo e dalle Marche, tanto che in molti hanno seguito la celebrazione sul piazzale della cattedrale, dal maxischermo posizionato per l’occasione.
Al vicario don Roberto Peccetti il compito di presentare al nuovo vescovo l’arcidiocesi, con i suoi «500 chilometri, i suoi 230 mila abitanti, i suoi 13 comuni e 73 parrocchie, il suo mare che guarda ad Oriente le colline, le sue attività industriali ed agricole, la sua Università».
Nella sua prima omelia, intervallata da continui applausi, monsignor Spina dedica parole alla famiglia ed ai giovani, quasi a raccogliere l’esortazione lanciata dal cardinale Menichelli domenica scorsa. «Famiglie siete sempre nel mio cuore e nelle mie preghiere, Dio continua in voi il miracolo della vita. Pur nelle immancabili difficoltà quotidiane, siate l’alternativa all’individualismo di questi tempi». Poi i giovani, dei quali intende essere «amico e pastore. La vostra è l’età degli slanci e dei sogni, protesi verso il futuro carico di speranze a volte ancora indeterminate ma attraenti. Avete coraggio e voglia di osare strade nuove. Lasciatevi conquistare da Gesù, fatelo entrare nei vostri cuori».
Il pensiero alla comunità lasciata a Sulmona. «Resterete sempre nel mio cuore e nelle mie preghiere, perché come dice un proverbio: “Il primo amore non si scorda mai”» ed al padre 90enne che «sarebbe tanto voluto essere qui oggi, ma è malata ed è in ospedale da tanti giorni». E ancora ai vescovi Dionigi Tettamanzi, scomparso due mesi fa, e a Franco Festorazzi.
Prima della benedizione solenne, e dopo la preghiera alla Madonna del Duomo, Regina di tutti i Santi, il saluto alla comunità. «Oggi è il primo ottobre, una data importante, perché è Santa Teresa di Gesù Bambino, ma anche perché una volta il primo ottobre si iniziava ad andare a scuola ed io oggi inizio questa scuola di fraternità qui con voi. Non ho né oro né argento ma porto con me il tesoro più grande che si chiama Gesù Cristo».

(Servizio aggiornato con fotogallery)

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