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Menichelli saluta i medici di Torrette:
“Vivete nella laicità, siate fratelli” (Video)

ANCONA – Il cardinale ha incontrato i primari e il personale dell'ospedale regionale per il suo messaggio di fine episcopato. All'invito ad avere fede non è mancato il consiglio inaspettato: “Ve lo dico brutalmente: celebrate la laicità. Significa essere simili, deve vincere la persona umana”
mercoledì 6 Settembre 2017 - Ore 15:55
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L'intevento del cardinale Menichelli a Torrette davanti ai medici dell'Azienda ospedali riuniti

Edoardo Menichelli con la presidente della fondazione Ospedali Riuniti Marisa Carnevali (a sinistra)

Un’ora di saluto per ringraziare i medici del loro lavoro, ma anche per suggerire e tracciare la strada ai dottori affermati e ai futuri professionisti. Il cardinale Edoardo Menichelli stamattina ha voluto incontrare i primari e gli operatori sanitari dell’ospedale regionale di Torrette in uno dei suoi ultimi appuntamenti come arcivescovo di Ancona e Osimo. Il 24 settembre il saluto ufficiale alla città, che già si è stretta attorno a Menichelli domenica scorsa per la celebrazione della Festa del Mare (leggi l’articolo), il primo ottobre subentrerà il vescovo Angelo Spina (leggi l’articolo). L’ospedale di Torrette è stata una tappa in questo percorso di avvicinamento. Un saluto particolare ai primari e ai medici che Menichelli sente particolarmente vicini, anche nel ruolo di assistente spirituale nazionale dell’Associazione medici cattolici. Il cardinale ha avuto parole di ringraziamento per il lavoro svolto dai sanitari. “Ovunque vada sono lieto degli apprezzamenti che sento della sanità delle Marche e di Ancona” ha spiegato Menichelli, ricordando le sue visite in questi anni nei luoghi di cura. Una in particolare, quando il cardinale è svenuto “davanti alla sofferenza di un bambino del Salesi che mi voleva bene, e teneva anche la mia foto sul suo cuscino” ha ricordato Menichelli. “Desidero manifestarvi il mio apprezzamento e incoraggiamento: nutrite il clima che ho trovato qui, le professionalità che si incrociano in questa struttura sanitaria debbono essere in un clima dove nessuno è proprietario di qualcuno e tutti sono a servizio di tutti” ha continuato Menichelli, prima di lanciare un suggerimento inaspettato. “Vivete la laicità, celebrate la laicità. E’ una parola in disuso, io ve lo dico brutalmente: questo ho imparato da Cristo. La laicità ci libera da superficialità e formalismi, significa essere simili, essere fratelli. Spesso vedo vincere l’ideologia, il ruolo. Questo non è laicità. Deve vincere solo la persona umana”. Una laicità che per Menichelli non significa abbandonare la morale. “Lo dico come assistente dei medici, ma questo vale per tutti, non solo per i cattolici: cari medici, vi prego di non accontentarvi del vostro codice deontologico. Cercate di vivere nella morale che abita la coscienza personale”. E infine l’invito alla fede. “Non abbiate paura di Dio, il mistero della vita e della morte non lo risolverete voi. Chiedete aiuto a lui”. Al termine dell’intervento, Menichelli è stato circondato dall’abbraccio degli operatori sanitari in attività e in pensione, tutti alla ricerca di una foto ricordo, mentre l’Azienda ospedali riuniti ha voluto donare una targa di ringraziamento al cardinale per la sua vicinanza in questi anni. Concluso a 78 anni il suo servizio come arcivescovo di Ancona e Osimo, Menichelli, a margine dell’incontro con i medici, ha annunciato che tornerà a vivere nella sua San Severino. “Raggiungo i miei famigliari, alla mia età ho diritto anche io ad allentare la attività” ha commentato con un sorriso il cardinale.

(E. Ga.)

(Foto Giusy Marinelli)

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