facebook rss

Faro all’asta,
spunta un inglese
Lettera al sindaco delle associazioni

ANCONA - Ci sarebbe già un privato interessato alla concessione della torre del colle dei Cappucini. Appello a Mancinelli per rivedere il protocollo d'intesa con il demanio
martedì 21 novembre 2017 - Ore 19:13
Print Friendly, PDF & Email

Il faro antico al Cardeto

 

L’interno del faro antico

 

Ci sarebbe anche un inglese tra i privati interessati ad ottenere la concessione del faro antico al parco del Cardeto. Intanto le associazioni cittadine scrivono al sindaco per chiedere di rivedere il protocollo d’intesa sottoscritto con l’agenzia del demanio per l’utilizzo privato della torre del colle dei Cappuccini. Prima Italia nostra con la proposta di fare del Cardeto un parco letterario, non relegando l’intitolazione dell’area verde a Scataglini a semplice targa all’ingresso, ma dandole concretezza. Poi la squadra di associazioni capitanate da Vista Mare e composta, tra le altre, da Legambiente, A20, Portonovopertutti che chiede maggior attenzione alla valorizzazione di un luogo pubblico come quello del faro e del parco. A muovere entrambi gli appelli, oltre all’appello a riveder il protocollo con il demanio, la richiesta di elaborare un progetto complessivo di recupero del parco, che appare, invece, in balìa delle decisioni prese di volta in volta dai vari enti che vantano su esso diritti.

In pochi mesi l’area è stata interessata dall’ipotesi hotel all’ex caserma Stamira – ipotesi osteggiata, ma non accantonata, si attende la variante -, dal progetto di nuovo studentato dell’Università politecnica delle Marche nell’area degli ex magazzini derrate alimentari (di proprietà dell’ateneo) – progetto con il quale la Politecnica ha partecipato ad un bando nazionale per i finanziamenti. Sullo sfondo il programma di recupero e valorizzazione del cimitero degli ebrei che dovrebbe avvenire in collaborazione con il Comune di Ferrara, sede del Meis (Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah) e dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, che però non sembra fare passi in avanti, mentre l’area storica è chiusa al pubblico dal 2011. Un abbandono che ha scatenato a marzo scorso l’ira della Comunità ebraica di Ancona che aveva minacciato di risolvere in anticipo la convenzione che dà al Comune il comodato d’uso gratuito del cimitero storico. E non se la passa meglio il cimitero inglese, mentre la Polveriera è sotto utilizzata.

Dunque, qual è il futuro del Cardeto tra spinte alla privatizzazione ed abbandono?

Una panoramica del parco del Cardeto all’interno del quale è inserito il vecchio faro

«Quello che chiediamo al sindaco con la nostra lettera aperta è non solo di mantenere il faro pubblico − spiega Pier Francesco Berardinelli di A20 – Altra Ancona Ora − ma di guardare al parco nel suo insieme, senza seguire iniziative spot. Sembra infatti che il Comune assecondi le proposte che arrivano dall’esterno, da altri enti, senza che abbia una sua idea su quale funzione dare a questo parco nel cuore della città. Il rischio − prosegue − è che ci si ritrovi da qui a dieci, vent’anni con un parco smembrato, che non avrà più valore nella sua interezza. Crediamo che il Comune debba invece favorire il dialogo tra gli enti che insistono sull’area e trovare una linea comune. Per quanto ci riguarda − aggiunge ancora − siamo a disposizione per aprire un confronto che possa coinvolgere anche tecnici ed esperti. Auspichiamo che l’amministrazione sia aperta al dialogo, a differenza di come ha fatto in altre situazioni».

Intanto il bando del demanio che è stato pubblicato si chiuderà il prossimo 29 dicembre. In ballo c’è la concessione del faro antico fino ad un massimo di 50 anni, in cambio di un canone di affitto. Criterio di preferenza per l’assegnazione dell’uso la disponibilità da parte del privato di aprire al pubblico la struttura storica. «Nel bando però − riprende Berardinelli − non si fa menzione di cosa significhi questa disponibilità, potrebbe bastare l’apertura di due giorni all’anno». E circola l’indiscrezione di un interessamento alla torre del colle dei Cappuccini da parte di un inglese.

 

Print Friendly, PDF & Email


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X