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Strappavano le collanine
dal collo delle anziane, in manette
anche il secondo scippatore

ANCONA - L'uomo, un 47enne anconetano, è stato prelevato questa mattina sul luogo di lavoro dagli agenti della Squadra Mobile e condotto in carcere. Ha raggiunto il suo presunto complice, un 27 domenicano, fermato dalla polizia lo scorso giugno. Quattro i reati contestati: rapina, furto, autoriciclaggio e lesioni personali. Sei, invece, i colpi commessi ai danni di vecchiette del Piano, Tavernelle e Grazie
venerdì 24 Novembre 2017 - Ore 16:10
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Il dirigente della Squadra Mobile, Carlo Pinto

 

Con il complice avrebbe rapinato vecchiette indifese, strappandole la borsa e le collanine d’oro dal collo: arrestato scippatore seriale. L’uomo, un 47enne anconetano che lavora in una ditta di pulizie che opera alla stazione, è stato raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare firmato dal gip ed seguito questa mattina dalla Squadra Mobile dorica. Massimo Bruschi, secondo l’accusa, tra aprile e maggio 2017 si sarebbe reso responsabile di 6 colpi ai danni di altrettante nonnine, tra i quartieri del Piano, Grazie e Tavernelle. Il suo presunto complice, un domenicano di 27 anni, era stato arrestato dalla Mobile lo scorso giugno e portato a Montacuto (leggi l’articolo). In quell’occasione, per Bruschi era scattata solo una denuncia. Oggi, poco dopo le 8, lo straniero è stato raggiunto in carcere dal 47enne. Gli agenti guidati dal vice questore aggiunto Carlo Pinto lo hanno prelevato al lavoro, perquisendo anche il suo armadietto: non è stata trovata la refurtiva, ma alcuni grammi di droga. Da quanto emerso dalle indagini, per scippare le anziane, ognuno avrebbe avuto un compito specifico: ad agire materialmente sarebbe stato il 27enne, mentre Bruschi avrebbe aspettato il compare in auto – una Bmw X3 di sua proprietà – per scappare via dopo il furto. Gli agenti, tramite accertamenti basati sull’analisi di tabulati e celle telefoniche, hanno accertato come alcuni colpi siano stati commessi durante l’orario di lavoro del 47enne. Le accuse che hanno fatto scattare la misura cautelare sono quattro e tutte caratterizzate dalle aggravanti del concorso e della continuità: rapina, furto, autoriciclaggio e lesioni personali. Molte vittime, infatti, erano dovute ricorrere alla cure del pronto soccorso a causa degli ematomi e dei trami dubiti durante le rapine. Quelle contestate dalla procura sono 6. La prima sarebbe stata commessa il 18 aprile in via Fabriano, poi il 2 maggio a piazzale Loreto, il 5 maggio duplice colpo in via del Castellano e in via Camerano. Il 18 maggio in via Colleverde  e il 23 maggio in via delle Grazie. Risalendo ai compro oro a cui si sarebbero rivolti i rapinatori (si ipotizzano 3 episodi), gli investigatori sono riusciti a recuperare parte della refurtiva, restituendola alle legittime proprietarie.

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