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Seconda centralina anti smog:
scelto il sito dell’ex Verrocchio

ANCONA – La zona della Palombella preferita agli altri quattro possibili posizionamenti per la stazione di rilevamento delle polveri sottili. La centralina dovrà affiancare l'unica rimasta in funzione, quella della Cittadella
giovedì 15 Marzo 2018 - Ore 20:25
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Via Flaminia e l’ex Verrocchio

 

di Giampaolo Milzi

Fumata bianca per la localizzazione della nuova centralina fissa “acchiappasmog” che, salvo improbabili ripensamenti, sarà installata nel sito lungo la strada statale 16 dell’ex Fornace Verrocchio, zona Palombella, molto vicino, quindi, alla stazione ferroviaria. La decisione è stata adottata un paio di settimane fa al termine della terza riunione del tavolo tecnico convocato nella sede dell’Agenzia regionale protezione ambientale Marche (Arpam) e comunicata alla Direzioni Ambiente e Mobilità urbana del Comune di Ancona. Tecnicamente si tratta di un parere, che tuttavia si qualifica in sostanza come vincolante, visto che l’indicazione del punto esatto di ubicazione della struttura – destinata ad affiancare l’altra ed unica fino ad ora operativa in città, quella della Cittadella – è frutto di oltre un mese di studi e rilievi compiuti dal membri del tavolo: ovvero, per l’ente Regione, il coordinatore del pool Tommaso Lenci (della Struttura funzione tutela qualità dell’aria dipendente dall’assessorato all’Ambiente guidato da Angelo Scapichetti) e l’ing. Loredana Freddari (stessa Struttura di Lenci); per l’Arpam il perito chimico Marco Salustri e per le Direzioni Ambiente e Mobilità urbana del Comune il funzionario Roberto Panariello. La localizzazione appare ottimale per il tipo di centralina, da “strada-traffico” – si affaccerà su un asse che vede un flusso eterogeneo e sufficientemente rilevante di veicoli, compresi i camion e tir, moltissimi dei quali in uscita ed entrata da e per il porto – e quindi finalmente in grado di disegnare, una volta noti gli esiti dei monitoraggi, un realistico quadro sullo stato di presenza media nell’aria di tutto il territorio comunale di concentrazione delle micro particelle di PM10 (le famigerate polveri sottili), di PM2.5 (ancora più microscopiche), monossido di carbonio, monossido di azoto, benzene (tanto per citare alcuni composti chimici potenzialmente cancerogeni e/o fonti di allergie e altre malattie). La zona ex Verrocchio, dove è prevista la costruzione della nuova stazione di movimentazione dei bus e un parcheggio multipiano di 260 posti (bando di gara per l’appalto pubblicato nel settembre 2017), è stata giudicata ottimale rispetto alle altre quattro aree in lizza per la scelta – via Giannelli o immediati dintorni; rotatoria all’uscita della galleria del Risorgimento/inizio via Bocconi; il duplice asse via De Gasperi/via Giordano Bruno; tratto in alto di via Maggini verso il Pinocchio – dove gli esperti del pool avevano compiuto due serie di sopralluoghi con relative misurazioni comparate in base a cartine topografiche, con un approccio tecnico di “macroscala”. Una scelta ottimale anche e soprattutto perché il sito dell’ex Verrocchio rispetta più degli altri della rosa i parametri normativi indicati per attivare una stazione di tipo “strada-traffico”, appunto, per il rilevamento della qualità dell’aria: almeno 25 metri di distanza dagli incroci principali; non più vicino di 4 metri e non più lontano di 10 rispetto al bordo strada; distanza di oltre 25 metri da altri “punti atipici”, cioè caratterizzati da presenza di semafori, parcheggi, fermate di bus (in quanto interessati da flussi di traffico troppo alti rispetto alle media comunale; la nuova stazione bus dell’ex Verrocchio sorgerà ad oltre 25 metri dalla centralina bis di monitoraggio); lunghezza del tratto strada almeno 100 metri; strada che deve essere di tipo paragonabile a quelle in aree di traffico simili.

La centralina Arpam della Cittadella, l’unica stazione funzionante

Quanto alle indicazioni normative sopra citate, solo quelle contenute dall’allegato III del decreto nazionale 155/2019, applicativo di un altro decreto legislativo nazionale, il 152/2006, un testo quadro su disposizioni in materia ambientale che a sua volta attua la direttiva europea del 21/5/2008 su macro e micro localizzazioni di cabine di monitoraggio.
Ai parametri delle leggi citate, il pool del tavolo tecnico ne ha aggiunti altri due: il sito prescelto per la nuova centralina non è in una zona capace del cosiddetto effetto “canyon-imbuto”, cioè circondata completamente da alti palazzi o strutture tali di “intrappolare” esorbitanti quantità di inquinanti; e sarà capace di intercettare le ricadute inquinanti del traffico proveniente sia da nord che da sud.
Attesissima, la decisione adottata al tavolo Arpam. Era il dicembre 2017, infatti, quando la Regione Marche chiese al Comune di Ancona di individuare un referente per attivare la nuova struttura d’analisi della qualità dell’aria. E il referente, ovvero il pool tecnico di cui abbiamo descritto la composizione, ha lavorato sodo ed in modo certosino, dopo la sua costituzione, in poche settimane. Consapevole – sebbene nessuno lo abbia mai ammesso ufficialmente – che la nuova cabina avrà una enorme responsabilità: affiancare quella “bufala”, l’unica, operativa alla Cittadella, lo sottolineiamo ancora. Una farsa, quella centralina, mantenuta in funzione nel 2012, quando le altre quattro fisse di monitoraggio dell’atmosfera (via Bocconi, porto, via Conca e piazza Roma) vennero spente in combutta tra Regione e Comune causa mancanza di fondi regionali. Una bufala-farsa anche per gli addetti ai lavori, in quanto posizionata nel verdissimo e salubre parco della monumentale opera difensiva cinquecentesca, e quindi fuorviante riguardo ad un realistico quadro sullo stato di presenza media nell’aria di tutto il territorio comunale di componenti con forte incisività di contaminazione chimica.
Ora si spera che le Direzioni Ambiente e Mobilità urbana del Comune (avallato un controllo più che altro formale del parere localizzativo ricevuto dal tavolo Arpam) procedano in tempi rapidi alla materiale collocazione all’ex Verrocchio della nuova centralina “acchiappasmog”.
Fondamentale, questa seconda stazione, anche in considerazione di due fatti. Resta chiuso in un cassetto quel PIA (Progetto Inquinamento Ancona) che la Giunta municipale si era dichiarata, con delibera dell’aprile 2017, pronta a sperimentare in città; quel PIA che era stato già redatto e presentato l’anno prima dal prof. Floriano Bonifazi (allergologo, grande esperto in materia di smog) in qualità di consulente della Regione in materia ambientale. Il quale, scaduto il suo incarico (gratuito) – e alla luce del polemico scaricabarile tra Regione e Comune proprio sull’oblio sceso sul PIA – ha minacciato di non accettarne il rinnovo, anche per non essere “complice di una politica che non decide e non tutela la salute dei cittadini”, fatto tanto più grave in quanto (lo ha ricordato all’assessore Scapichetti) “Ancona per le norme sull’inquinamento dettate dall’OMS è fuorilegge”.

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