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Dall’ospedale di Jesi all’Antartide,
la missione del dottor Molesi

JESI – Voglia di avventura, una sfida estrema tra i ghiacci ai confini del mondo: l'ha affrontata per quattro mesi il dottor Andrea Molesi, anconetano, medico del reparto di Anestesia e Rianimazione dell'ospedale “Carlo Urbani” di Jesi.
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Il dottor Andrea Molesi del reparto di Anestesia-Rianimazione dell’ospedale di Jesi

Quattro mesi in condizioni estreme, vivendo in solitudine in una delle due basi italiane in Antartide, osservando solo ghiacci e cielo, tra spettacoli naturali mozzafiato e lunghi silenzi lontano dagli affetti. Eppure è una sfida che ha vinto il dottor Andrea Molesi, 43 anni di Ancona, medico anestesista del reparto di Anestesisia e Rianimazione dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi. E’ partito a ottobre 2017, tre giorni di viaggio per raggiungere la base Mario Zucchelli a Baia Terra Nova. E’ tornato a febbraio, una settimana per tornare a casa e riabbracciare i suoi cari. Di questa straordinaria avventura ha parlato ieri nel corso di una conferenza stampa alla presenza del direttore dell’Area vasta2 ing.Maurizio Bevilacqua, della direttrice del presidio ospedaliero dott.sa Virginia Fedele e del direttore dell’Unità operativa Anestesia-Rianimazione dr.Tonino Bernacconi.
“Sono stato uno dei partecipanti alla trentatréesima campagna antartica 2017/2018 promossa dall’Ente nazionale per le nuove tecnologie-energia e sviluppo economico sostenibile (Enea). Sono stato selezionato per le mie specifiche competenze in anestesia e rianimazione, e per le mie esperienze di medicina d’urgenza in ambienti impervi (ha collaborato con il Soccorso Alpino e Croce Rossa militare italiana). Mi piacciono le sfide, l’avventura. L’Antartide mi stimolava”. Il dottore parla della sua esperienza e delle condizioni di vita difficilissime con le temperature più estreme al mondo: “si arriva anche a -92 gradi, con venti fino a 360 km orari”. “Noi medici eravamo un po’ il punto di riferimento della comunità, composta da circa 90 persone nella base, dovevamo essere disponibili 24 ore su 24 per emergenze di tipo sanitario ma ancor più per curare l’aspetto psicologico. L’isolamento, la lontananza da casa e dalla famiglia per così lunghi periodi è la parte più complessa da gestire. Un’esperienza professionale positiva, stimolante anche se dura. Spostamenti in aereo in 9 ore e sono anche caduto con l’ambulanza in acqua perché si era rotto uno strato di ghiaccio e ci hanno ripescati con un gatto delle nevi…ma la porterò sempre nel cuore”. Il medico ha ringraziato il primario, dott.Bernacconi, senza il quale non sarebbe potuto partire e ha ricevuto il plauso anche dell’ing.Bevilacqua. “Questa testimonianza – dice il direttore dell’Av2 – è la certificazione dell’alta qualità professionale e umana dell’ospedale di Jesi”.

La conferenza stampa del dr.Molesi di ritorno dall’Antartide

Antartide, la sfida del medico Andrea Molesi ai confini del mondo tra ghiaccio e cielo

Antartide, tra i marchigiani in missione c’è anche un medico di Jesi

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