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Caso Api, i lavoratori:
«Scioperiamo, ma la raffineria
non è un colabrodo»

FALCONARA – Doppia manifestazione venerdì, dopo le perdite di idrocarburi per che hanno causato esalazioni di benzene e l'avvio di una indagine. Cittadini e sindacati in piazza, ma la Rsu mette in guardia Regione e Comune da “strumentalizzare alla ricerca di facile consenso”
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Esalazioni di benzene dalla raffineria, venerdì doppia manifestazione. Scendono in piazza i cittadini dei comitati Ondaverde e Mal’Aria, mentre i lavoratori dell’Api incroceranno le braccia. Causa della protesta l’incidente al serbatoio Tk61, in fase di manutenzione, che ha provocato la fuoriuscita di idrocarburi e esalazioni di benzene per circa una settimana, avvertite da Ancona fino a Senigallia. Il caso ha spinto anche la procura di Ancona ad aprire un fascicolo di indagine. I sindacati hanno proclamato la giornata di sciopero, ma mettono in guardia dal cavalcare l’onda di protesta “alla ricerca di facili consensi”. “Viste le interpretazioni in buona e cattiva fede rilanciate sui social e sui media dai protagonisti politici del territorio alla ricerca di consenso o dai movimenti di vario genere per propri fini – recita una nota delle segreterie Femca Cisl, Filtcem Cgil e Uiltec Uil – ribadisce che l’iniziativa di lotta intende evidenziare la non condivisione delle scelte manageriali riferite alla gestione del TK61, scelte che hanno portato alle altrimenti evitabili emissioni odorose dei giorni scorsi. Non condividiamo però le strumentali interpretazioni che dipingono l’azienda come un colabrodo, la raffineria Api rimane all’avanguardia nel settore industriale italiano, in termini di sicurezza e professionalità del personale, così come tutto il settore dell’energia e petrolio, e non permetteremo ad alcuno internamente od esternamente di invalidare i percorsi di sensibilità e attenzione alla sicurezza ed all’ambiente costruiti in anni di attività sindacale. La dirigenza – continuano i sindacati – che ha assunto decisioni irresponsabili in riferimento agli ultimi accadimenti dovrà rispondere alla comunità intera e noi ci faremo garanti affinché la giusta ricostruzione dei fatti porti alla individuazione delle responsabilità. Si tratta però di un evento che non può invalidare il valore aggiunto di una azienda e dei lavoratori che vi operano, l’attività deve continuare all’insegna del rispetto delle norme vigenti compensando con maggior attenzione il sostegno che inevitabilmente viene richiesto al territorio che la ospita. Chiediamo agli amministratori del territorio, dalla Regione al Comune, di evitare una palese ricerca di facile consenso costruito sull’emotività e sulla rabbia, ma di decidere nell’interesse della comunità tutta”.

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