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Incendi nelle chiese e minacce ai preti:
«Prima gli italiani»
Denunciato 57enne (Video)

ANCONA - L'anconetano, ex gestore del Centro pastorale di Sirolo, per la Digos sarebbe l'autore degli incendi dolosi che tra settembre e novembre hanno interessato le chiese di Varano, degli Scalzi, del Santissimo Sacramento e delle Palombare. Sarebbe inoltre il mittente delle missive inviate ai parroci di Camerano, Varano e all'Arcivescovato che contestavano le modalità di accoglienza riservata ai migranti e la mancata tutela agli italiani bisognosi
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Il dirigente della Digos di Ancona fa il punto sulle indagini

Il vice questore Margherita Furcolo, dirigente della Digos della Questura di Ancona durante la conferenza stampa di stamattina

Gli oggetti sequestrati al 57enne

 

di Federica Serfilippi

Un 57enne anconetano con un passato come gestore del Centro pastorale di Sirolo. Per gli agenti della Digos è lui il responsabile della lunga scia di fuoco che tra settembre e novembre 2017 ha interessato quattro chiese del capoluogo dorico: quella di Varano, degli Scalzi, del Santissimo Sacramento e di Santa Maria della Pietà, alle Palombare. L’uomo è stato individuato e denunciato per danneggiamento a seguito d’incendio dopo un lungo iter investigativo portato avanti dalla polizia scientifica e dagli agenti guidati dalla dirigente Margherita Furcolo. Il 57enne, residente a Chiaravalle con la moglie, attualmente disoccupato e con qualche precedente alle spalle, è stato anche denunciato anche per il reato di minacce aggravate per le missive minatorie inviate ai parroci di Camerano, Varano e all’Arcivescovato, contestando le modalità di accoglienza riservata ai migranti e l’aiuto impartito dalle strutture religiose. In alcuni scritti, si era firmato con i loghi di Forza Nuova e Lega, partiti politici totalmente estranei alla vicenda. Durante la perquisizione in casa sono stati trovati un manganello, una pistola finta, un taccuino religioso con tanto di foto di Papa Bergoglio e una placca finta dei carabinieri. Per questo ultimo rinvenimento, la procura gli contesta anche il possesso di segni distintivi contraffatti. Sotto sequestro è finita anche una reliquia di Santa Maria Goretti, la cui provenienza è ora al vaglio degli inquirenti.

La reliquia di Santa Maria Goretti

Stando a quanto emerso durante le indagini, l’uomo avrebbe eseguito i raid incendiari mosso da un sentimento di avversità verso la gestione delle politiche migratorie, prendendo di  mira la chiesa e accusandola di tutelare gli immigrati e non abbastanza gli italiani bisognosi come lui, un uomo di mezza età rimasto senza lavoro, per giunta dopo aver prestato servizio in ambito parrocchiale. Non a caso, la sua prima missiva era stata inviata il 22 agosto al prete di Camerano, in un momento in cui in città era forte il dibattito sull’accoglimento del progetto Sprar e dell’arrivo di  12 stranieri. La lettera, composta da parole scritte di proprio pugno e sprazzi di articoli di giornale, era stata trovata da don Aldo Pierini sul leggio. Firmata: Forza Nuova e Lega, partiti di cui sarebbe simpatizzante il 57enne. Alla prima lettera hanno poi fatto seguito altri scritti aventi lo stesso tenore di accusa verso l’apertura ai migranti. “I diritti prima agli italiani, altrimenti scoppia un casino” aveva scritto al prete di Varano. Per quanto riguarda i raid incendiari,  il primo era stato il 4 settembre alla chiesa di San Pietro Martire. A fuoco era andato il lenzuolino appoggiato su un altare secondario. Il 17 ottobre erano state colpite la chiesa del Santissimo Sacramento e degli Scalzi. Nel primo caso, aveva incendiato sempre un lenzuolo. Nel secondo, la tendina del confessionale. Infine, aveva colpito il 20 novembre la chiesa delle Palombare, appiccando il fuoco ai bordi di un lenzuolo dell’altare principale.

L’altare di Santa Maria della Pietà alle Palombare bruciato

A far stringere il cerchio attorno al 57enne sono stati una serie di elementi, tra cui il modus operandi del piromane: per entrare in azione avrebbe  scelto la fascia oraria delle 11 di mattina, in un momento dove non ci sono messe. Inoltre, gli incendi sono sempre scaturiti da due punti di innesco diversi. Per spostarsi da Chiaravalle fino ad Ancona avrebbe utilizzato un motorino Piaggio. Quello che è stato più volte filmato dalle telecamere non solo del capoluogo dorico, ma anche di Falconara. Il circuito di immagini ha permesso agli inquirenti di decifrare tutto il percorso macinato dal 57enne per arrivare ai suoi obiettivi. Sono poi state analizzate le celle telefoniche e i tabulati del cellulare. A incastrarlo, a inizio anno, è stato un frammento papillare trovato su una delle missive indirizzare ai parroci. A febbraio, è arrivata così la denuncia per danneggiamento e minacce aggravate. Pochi giorni fa, il terzo reato contestato dalla procura dopo il blitz e la perquisizione domiciliare eseguita dalla Digos che ha portato al sequestro delle armi finte, della placca, del taccuino e dalla reliquia. Nelle mani degli investigatori sono finite anche delle lettere non spedite e indirizzate ai vertici di Forza Nuova. Negli ultimi mesi, l’uomo aveva anche partecipato ai comizi della Lega per la campagna elettorale delle politiche del 4 marzo. L’anconetano, difeso dal legale Marco Flavio Torelli, respinge tutte le accuse.

 

Il tesserino da carabiniere trovato nell’abitazione del 57enne dalla Digos, che gli è valsa una denuncia per possesso di segni distintivi contraffatti

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