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Asta deserta per la chiesa,
Misiti: «C’è poco da stare allegri,
i proventi erano per la pista ciclabile»

SIROLO - Il sindaco e la Giunta ritirano il bene sconsacrato dal piano delle alienazioni e replicano al Pd, contrario alla vendita. «La petizione non ha avuto alcun effetto sulla decisione, non abbiamo interesse a svendere il bene, ma non potremmo realizzare opere importanti per la cittadinanza»
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La chiesa sconsacrata del Sacramento di Sirolo

Asta andata deserta per la chiesa sconsacrata di Sirolo, il Comune revoca la delibera di vendita dell’edificio, ma il sindaco replica al Pd locale che si era opposto con una petizione alla cessione a privati dell’immobile: «C’è ben poco da essere contenti del risultato. I proventi della vendita del locale da anni destinato ad uso commerciale − spiega il sindaco Moreno Misiti − sarebbero serviti a finanziare il piano comunale per la eliminazione delle barriere architettoniche, ivi comprese le opere di realizzazione di un marciapiede e della pista ciclabile tra il centro di Sirolo e la Frazione Coppo. Dato l’esito dell’asta, tali costose opere – di grande importanza per il paese e sollecitate da tanti cittadini – non potranno essere realizzate, vista la mancanza in bilancio di fondi utilizzabili a tale scopo e considerato che le casse comunali, hanno già sopportato spese nell’immediato per circa 900mila euro per la nuova scuola materna e per la realizzazione del marciapiede di via Vallone, tanto apprezzato dalla cittadinanza».

Nonostante la fame di risorse, la Giunta comunale desiste dalla vendita del bene e non tenterà la seconda asta al ribasso perché spiega l’esecutivo sirolese:«indire un nuovo esperimento di gara comporterebbe una riduzione del prezzo a base d’asta ai sensi del regolamento per la alienazione del patrimonio immobiliare del Comune e non c’è alcun interesse a vendere il bene ad un prezzo inferiore. Nessun rilievo ed effetto − precisano dal Comune − circa la suddetta decisione, ha avuto la petizione del Pd, che peraltro ha fallito il tanto sbandierato obiettivo delle 500 firme (arrivando a 400, ndr). Infatti la petizione è basata su presupposti fuorvianti.
Alla luce di quanto detto, la domanda ai cittadini, avrebbe dovuto essere così formulata: “Siete favorevoli alla vendita di un locale, di ridotte dimensioni, destinato ad uso commerciale da tempo immemorabile e da cui il Comune ricava un modesto profitto o siete favorevoli a finanziare il piano comunale per la eliminazione delle barriere architettoniche, ivi comprese le opere di realizzazione di un marciapiede e della pista ciclabile tra il centro di Sirolo e la frazione Coppo?”».

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