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Schiaffo da Roma, congelati i 12,5 milioni
per Archi e Palombella

ANCONA – Il Senato approva l’emendamento al decreto Milleproroghe che rinvia al 2020 i finanziamenti per le periferie. Primo strappo tra il capoluogo e il governo giallo-verde
mercoledì 8 agosto 2018 - Ore 10:41
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Primo strappo del governo giallo-verde con Ancona, i 12,5 milioni del Piano Periferie rischiano di essere rinviati al 2020. Sindaco e giunta avevano salutato tutti prima di andare sotto l’ombrellone con la sicurezza di avviare entro settembre le gare d’appalto ed entro i primi mesi del 2019 i cantieri per le riqualificazioni di ex Verrocchio, Archi, piazza del Crocefisso, ex Birra Dreher e via XXIX Settembre, ma da Roma è arrivata la doccia gelata. Il Senato ha inserito un emendamento al decreto Milleproroghe della legge di Stabilità che rinvia al 2020 l’erogazione dei finanziamenti per le città. Non tutte per la verità, quelle che erano rientrate nella prima trance avranno comunque i fondi. Ancona, che è arrivata 69esima nella graduatoria, dovrà attendere. Il decreto arriverà alla Camera il prossimo settembre. La notizia, diffusa nella tarda serata di martedì, ha già scatenato il tam tam degli amministratori locali, con in testa il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, che chiedono al Parlamento e al governo di ripensarci. Un brusco cambiamento anche per il sindaco Valeria Mancinelli, che in campagna elettorale ha ripetuto più volte come si attendeva che gli impegni presi dal governo Renzi con il capoluogo delle Marche venissero rispettati dal nuovo esecutivo Conte, tanto più che ci sono già i contratti firmati con tanto di registrazione alla Corte dei conti. Mancinelli al lavoro proprio nella mattinata, anche attraverso l’Anci, per capire il da farsi, prima di aprire la vertenza. Alle 11,30 parlerà alla stampa.

Il progetto della nuova autostazione

È una beffa che rischia di rinviare ancora i lavori per la riqualificazione di Archi e Palombella. Con i finanziamenti che slittano al 2020, i cantieri non potrebbero chiudersi prima del 2022, tra altri quattro anni. Ancora quattro anni dunque per lo scheletro dell’ex Verrocchio, per la demolizione e il nuovo ingresso al parco di Posatora con l’abbattimento dell’ex Birra Dreher, la nuova pavimentazione e l’arredo di via XXIX Settembre, la pulizia degli Archi e la sistemazione del lato destro di via Marconi, la nuova veste con i ciliegi in fiore di piazza del Crocefisso al posto dei platani. Ma soprattutto si annuncia come il primo strappo tra Ancona e Roma, tra i tanti patti che ora possono tornare in bilico con il nuovo governo giallo-verde. Raddoppio della statale 16, variante nord per l’uscita dal porto, finanziamenti per il nuovo Salesi e nuovo Inrca, sono solo alcuni degli impegni che erano già stati sottoscritti dai vari ministeri e che, visto il colpo di scena sul piano Periferie, possono tornare tutti in ballo.

Archi e Palombella, firmato l’accordo da 12,5 milioni

Sanità, strade e porto: tutti gli accordi Ancona-Roma tornano al tavolo del nuovo governo

 

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