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Inchiesta sull’untore dell’Hiv,
domani Pinti davanti al giudice

ANCONA - Alle 11, al primo piano del tribunale, l'udienza preliminare per il 36enne accusato di aver trasmesso dolosamente il virus alla madre di sua figlia, morta nel giugno 2017, e alla sua ex fidanzata. Due i reati contestati dai pm Pucilli e Bilotta: lesioni personali gravissime e omicidio volontario aggravato
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Claudio Pinti

 

Domani è il giorno del giudizio per Claudio Pinti. Alle 11, l’uomo accusato di aver contagiato con l’Hiv l’ex convivente  e l’ultima fidanzata si siederà davanti al gup Paola Moscaroli per conoscere il suo destino. Le opzioni durante l’udienza preliminare sono due: il 36enne può essere rinviato a giudizio oppure essere giudicato con il rito abbreviato, scelta che compete alla difesa rappresentata dall’avvocato Alessandra Tatò. Nel primo caso, Pinti dovrebbe rispondere della duplice accusa di omicidio volontario aggravato e lesioni personali gravissime davanti alla Corte d’Assise. Nel secondo, invece, tutto il procedimento si baserà sui documenti già acquisiti dalla procura e su quelli prodotti dalla difesa. In caso di condanna, il rito alternativo prevede uno sconto di pena. Il 36enne è recluso in carcere dallo scorso giugno, dopo l’indagine portata avanti dagli investigatori della Squadra Mobile, attivati dalla denuncia sporta dell’ex fidanzata, Romina. Con ogni probabilità si costituirà parte civile attraverso gli avvocati Mario e Alessandro Scaloni. Parte lesa saranno anche i familiari di Giovanna Gorini, ex convivente di Pinti morta nel giugno 2017 per una patologia tumorale connessa all’Hiv. Il virus, stando alle perizie, le sarebbe stato trasmesso dal 36enne, malato da circa un decennio. Attualmente si trova nel carcere di Rebibbia. Domani è prevista la sua presenza in tribunale.

(Fe. Ser.)

 



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