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Crisi movida, la protesta degli esercenti
arriva sui tavoli delle commissioni

ANCONA – Le difficoltà delle attività commerciali serali, soffocate da chiusure obbligate a mezzanotte e regolamenti acustici ed urbanistici sempre più restrittivi, saranno discusse mercoledì 6 febbraio in una seduta congiunta delle commissioni Cultura e Sviluppo economico. L'incontro è stato richiesto dal consigliere 5 Stelle Quacquarini
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A stretto giro dalla prima “assemblea plenaria” tenutasi ieri sera (31 gennaio) tra circa quaranta esercenti delle attività serali doriche, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Gianluca Quacquarini, fa sapere che è stata fissata per il 6 febbraio una seduta congiunta della V e VII commissione (rispettivamente Cultura e Movida, e Sviluppo economico e Commercio) durante la quale si discuterà proprio della «movida cittadina con relative ricadute sulle attività commerciali».
Non è una novità che, ad Ancona, i rigorosi regolamenti acustici ed urbanistici che bandiscono le discoteche dal centro e impongono orari di chiusura molto restrittivi abbiano messo in difficoltà gestori di pub, ristoratori, organizzatori di eventi e dj, ma ora i diretti interessati chiedono a gran voce un intervento concreto da parte dell’amministrazione per garantire almeno, tra le altre cose, un allungamento dell’orario di chiusura.
L’appello degli esercenti è stato raccolto da Quacquarini, che ha chiesto (già lo scorso 26 gennaio) ed ottenuto la calendarizzazione del tema nelle due commissioni interessate, allo scopo di approfondire una problematica che rischia di far morire la movida dorica.
«Purtroppo si assiste a chiusure di locali – osserva il consigliere 5 Stelle –, a possibilità di musica live negate per regolamenti troppo restrittivi e molto altro. Credo, dunque, che una collaborazione fattiva tra l’amministrazione comunale e chi gestisce locali possa portare un beneficio per la città che, altrimenti, sarebbe sempre più svuotata e priva di attrazione per le giovani generazioni. Penso che tutti debbano aver modo di vivere la città con regole e possibilità ben definite senza penalizzare nessuno».

Lo stop del Sui e del Mood, uniche due discoteche cittadine, a causa di irregolarità nelle licenze è solo l’ultimo tassello di un puzzle – a cui si aggiunge anche quello del Decreto sicurezza – che rende difficile la vita delle attività notturne in una città sempre meno per giovani.

(Ma. Mar.)

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