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Utero perforato non diagnosticato:
ginecologo a processo

ANCONA - Deve rispondere di lesioni colpose gravi commesse nei confronti di una paziente di 35 anni che all'ospedale di Osimo si era dovuta sottoporre a una isterosuzione a seguito del parto. Con l'intervento, si era lacerato l'utero, ma il medico non avrebbe mai ravvisato la perforazione
venerdì 8 Febbraio 2019 - Ore 20:18
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Il SS. Benvenuto Rocco, l’ospedale di Osimo (foto d’archivio)

 

Utero perforato non diagnosticato: ginecologo dell’ospedale di Osimo finisce a processo. Il medico è accusato dalla procura di lesioni colpose gravi per non essersi accorto della lacerazione uterina riportata da una sua paziente di 35 anni e per non averla sottoposta a esami specifici in grado di fare emergere la perforazione. La donna è parte civile al processo tramite l’avvocato Elisa Gatto. La lesione sarebbe conseguenza della isterosuzione a cui la 35enne era stata sottoposta dopo un parto naturale avvenuto nel giugno 2014. A eseguire l’intervento era stato il ginecologo finito a processo. Il pm Pucilli non contesta al medico la lacerazione (conseguenza possibile per quel tipo d’intervento) quanto la negligenza nel non aver diagnosticato la ferita, a partire dalle prime ecografie eseguite dopo l’isterosuzione. Le immagini, secondo la procura, avevano mostrato piccoli coaguli e la presenza di materiale corpuscolato. Tanto sarebbe bastato per prescrivere altri accertamenti. Ma la paziente era stata dimessa. Era tornata in ospedale pochi giorni dopo per alcuni dolori. Anche in quel caso, era stata sottoposta a una semplice ecografia che aveva fatto emergere lo stesso quadro clinico della volta precedente. A ottobre 2014, il ricovero della donna per problemi al basso ventre. Era stata dimessa dopo tre giorni con la prescrizione di una terapia antibiotica senza eseguire accertamenti approfonditi. La storia si ripete fino a novembre, quando la paziente – stanca e dolorante – si era decisa a rivolgersi a un altro medico, all’ospedale di Macerata. Una tac aveva mostrato non solo la lacerazione dell’utero, ma anche un accumulo di grasso del tessuto intestinale attorno alla lesione. La donna era stata operata d’urgenza. Dopo la convalescenza, durata oltre 40 giorni, era partita la denuncia contro il ginecologo dell’ospedale osimano.

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