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Cala la disoccupazione nelle Marche,
si punta su ricerca e tecnologia

LAVORO - Secondo i dati Istat 2018 sul mercato del lavoro la regione è prima per il miglioramento del tasso di disoccupazione rispetto alle altre regioni italiane
sabato 16 Marzo 2019 - Ore 16:40
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Migliora il tasso di disoccupazione delle Marche secondo i dati Istat sul lavoro del 2018 (media annuale).

«Un risultato importante che certifica un 2018 in ripresa per quello che è per noi il settore di priorità assoluta: il mercato del lavoro. Siamo primi per un importante indicatore – dichiara il presidente della Regione, Luca Ceriscioli −. Rispetto al 2017 la Regione Marche è, infatti, prima per miglioramento del tasso di disoccupazione, sceso di 2,5 punti a fronte di un media nazionale di 0,6 punti. Conquistiamo così tre posizioni nella classifica delle regioni italiane.

Questo è un segno tangibile di ripresa del sistema produttivo ed è un risultato frutto dell’impegno di tutti: delle imprese, dei sindacati, della Regione che, con i suoi bandi, ha favorito gli inserimenti lavorativi e lo sviluppo delle aziende. Dobbiamo continuare così perché riteniamo che sia importantissimo dare a ognuno la possibilità di esprimere le sue qualità professionali in un posto di lavoro».

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, le Marche si confermano meglio di Piemonte, Liguria, Umbria e Lazio. Tra le province marchigiane, sempre sulla disoccupazione, ottimo recupero per Ascoli che si classifica seconda in Italia, con una diminuzione di 5 punti, rispetto al 2017. «Tante le azioni messe in campo per il rilancio del Piceno: sicuramente i progetti finanziati con il bando Fsc (Fondo sviluppo e coesione), i cui investimenti si sono conclusi nel 2018, hanno dato dei risultati significativi e generato un’occupazione aggiuntiva pari a 110 nuove unità (tempo indeterminato e a tempo pieno). Per il 2019 sarà inoltre significativo l’impatto realizzato dai bandi nazionali e regionali dell’Accordo di programma per l’Area di crisi complessa del Piceno, che produrranno i loro maggiori effetti nel 2019-20 con un incremento previsto di 200 posti di lavoro stabili. Anche i 30mila occupati in più nell’area del cratere ci danno ulteriore forza per affrontare la fase della ricostruzione dopo il sisma che ha colpito gran parte della nostra regione. Dal 2016 ad oggi nell’area del cratere gli occupati sono aumentati di oltre il 20%: nell’agosto del 2016, erano 134.321, oggi sono 164.256. E’ quanto emerge da un’indagine svolta dall’Osservatorio del mercato del lavoro della Regione Marche. Questi numeri sono la conferma del fatto che le misure di politica attiva per il reinserimento nel mercato del lavoro messe in campo dalla giunta (tirocini, borse lavoro e soprattutto incentivi alle assunzioni a favore delle imprese) stanno dando buoni risultati. Ultimo in ordine di tempo il bando da 21,7 milioni di euro di aiuti alle imprese e alle piccole attività che realizzano o hanno già realizzato, a partire dal 24 agosto 2016, investimenti produttivi e che hanno sede operativa nei Comuni del cratere – continua Ceriscioli –. Vogliamo continuare a creare condizioni favorevoli per chi vuole investire e rimanere a vivere nelle nostre aree interne. Tanti sono i bandi che per il 2019 abbiamo in cantiere e che saranno un elemento di propulsione per il sistema ed altri, per i quali i progetti presentati sono in corso di valutazione (filiere del made in Italy per le aree del sisma e imprese sociali). Per il 2019 usciranno bandi per le imprese che finanzieranno ricerca e piattaforme tecnologiche. A livello nazionale il 2018 lascia un’eredità negativa sull’economia del 2019. Il dato Istat ha confermato quanto era nell’aria: l’Italia è precipitata in recessione dopo due trimestri consecutivi di contrazione dell’economia. È grave e altamente preoccupante che dopo avere ripreso con fatica la strada della crescita, l’Italia rischi di ritrovarsi al punto di partenza. La recessione pone pesanti interrogativi sulle politiche messe in atto dal governo, al quale chiediamo di reagire immediatamente per evitare che questo vento negativo si trasformi in tempesta».

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