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Ex Dreher, demolizione ripartita
Manarini: «Segnalazioni inconsistenti»

ANCONA – Dopo lo stop di circa un mese, è stato riavviato lunedì il cantiere della Palombella perché, in caso contrario, il Comune avrebbe rischiato penalità economiche nei confronti della ditta appaltatrice. L'assessore: «sospensione in via cautelativa. Abbiamo fatto le verifiche e in base alle rilevazioni abbiamo deciso di continuare con i lavori»
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Le ruspe della ditta abruzzese Artelide di Tomei Piergiorgio s.r.l. hanno ripreso le demolizioni nel sito dell’ex birrificio Dreher in zona Palombella. Il cantiere, in stand by da circa un mese, è ripartito lunedì, ma è ormai improbabile riuscire a rispettare la road map che parlava di una conclusione dei lavori entro il 6 aprile. Lo stop era arrivato in seguito a segnalazioni di privati che parlavano di presenza di beni dal valore storico-culturale nelle aree soggette a demolizione, sulle quali la Procura avrebbe aperto un fascicolo.
«Avevamo optato per la sospensione in via cautelativa – fa sapere l’assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Manarini – per fare le dovute verifiche. Le segnalazioni fatte sono state attenzionate e, in base agli accertamenti, abbiamo reputato fossero inconsistenti. Per questa ragione, abbiamo comunicato alla Soprintendenza la ripresa dei lavori di demolizione, che non possono essere sospesi per più di un quarto dei tempi contrattuali, altrimenti il Comune rischia una penale con la ditta appaltatrice. Interveniamo dove gli esiti delle verifiche ce lo permettono».
Intanto, con Determinazione numero 586 del 21 marzo, la Direzione dei lavori pubblici ha affidato alla Società Coop. Archeolab l’incarico, pari a 3.586 euro, di «garantire un servizio di sorveglianza archeologica relativamente ai lavori di demolizione del complesso ex birrificio Dreher, limitatamente all’ambito limitrofo ai resti di una antica fornace, tutelata ai sensi di legge. Pur non rivestendo i manufatti tutelati interesse archeologico – prosegue il documento – nella dichiarazione di interesse culturale della Delibera della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale n.112 del 03/10/2018, è stata fatta specifica richiesta di prevedere un controllo archeologico nelle varie fasi delle lavorazioni, dalla demolizione, agli scavi, allo svuotamento parziale delle vasche soprastanti». L’atto prevede specificatamente che il tecnico «renda conto periodicamente relativamente allo svolgimento dei lavori comunicando tempestivamente eventuali rinvenimenti e documenti, con una relazione scritta. Il tecnico dovrà inoltre controllare che le demolizioni in prossimità dei reperti tutelati avvengano con le dovute cautele». La genesi della demolizione dell’ex Dreher risale al lontano dicembre 2016 quando, con delibera di giunta, venne approvato il progetto definitivo di smantellamento del complesso edilizio. Poi, come spesso accade, tra gare, assegnazioni ed effettiva partenza dei cantieri, i tempi si dilatano a dismisura. Contestualmente, si sono intanto studiati i progetti di riqualifica dell’area e, con una delibera Cipe del 1 dicembre 2016 per il recupero dell’ex Dreher, veniva garantito un impegno economico di 850 mila euro da parte del ministero dell’Ambiente e della Regione (rispettivamente, 700 mila e 150 mila euro). L’intero piano di restyling è poi confluito nel progetto elaborato per il Bando periferie – i cui fondi sono stati ripristinati nella legge di bilancio 2019, dopo la battuta d’arresto di agosto segnata dal decreto Milleproroghe – e che prevede la riqualificazione paesaggistico-ambientale del complesso industriale, da trasformare in nuovo ingresso al parco della grande frana per un investimento da 1,3 milioni di euro (938.985 euro del bando governativo e 361.015 dei fondi frana) e un tempo di esecuzione dei lavori stimato in poco meno di tre anni.

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