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Roadshow della Fipe
sul nuovo contratto per i lavoratori
dei pubblici esercizi

ANCONA - I vertici della Federazione italiana pubblici esercizi fanno tappa nel capoluogo marchigiano per spiegare i contenuti del nuovo storico contratto per i dipendenti del settore. In occasione del workshop sono stati illustrati anche i dati sull'occupazione nel mondo della ristorazione della provincia dorica e della regione
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Foto d’archivio

 

Firmato il primo storico Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti di pubblici esercizi, ristorazione collettiva e commerciale e turismo, oggi, ad Ancona il roadshow della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) per spiegare il nuovo contratto. L’accordo è stato siglato dopo una lunga e complessa negoziazione. Fipe, tra le firmatarie dell’accordo, promuove così una seconda tranche di incontri nelle varie regioni italiane per spiegare nel dettaglio, direttamente sul territorio, i contenuti del nuovo Ccnl e cosa comporta per i lavoratori del settore. E l’associazione di categoria ha fatto tappa anche ad Ancona, alla sede di Confidicoop Marche, con la partecipazione di Silvio Moretti, direttore Area relazioni sindacali, previdenziali e formazione di Fipe.

I dati sull’occupazione di settore ad Ancona. Nel corso dell’incontro di oggi, Fipe ha presentato i dati aggiornati sull’occupazione dipendente nei pubblici esercizi di Ancona. Per quanto riguarda la provincia sono oltre 4.766 i lavoratori dipendenti operativi in bar e ristoranti (il 29,0% della regione), con la componente femminile che prevale su quella maschile (54,1% di donne contro 45,9% di uomini). Per quanto riguarda la tipologia di contratto: il 64,1% è a tempo indeterminato, mentre il 25,5% è a tempo determinato e il 10,4% con contratto stagionale; il 62,8% dei contratti (2.995) è part time. Sul fronte della nazionalità: sono 3.484 gli addetti di nazionalità italiana (il 73,1%), mentre i lavoratori stranieri sono 1.282 (26,9%).

Lo scenario regionale. Lo scenario complessivo regionale delle Marche vede 16.441 lavoratori dipendenti, di cui 10.813 (il 65,8%) a tempo indeterminato, e 1.582 (il 9,6%) stagionali. I contratti part time sono 10.461 (il 63,6%). Le donne impiegate nella ristorazione a livello regionale sono 9.575 con una percentuale del 58,2%, mentre i lavoratori di nazionalità straniera sono 4.051 (il 24,6%), rispetto a 12.389 lavoratori italiani (il 75,4%).

Il nuovo Contratto collettivo. Il nuovo contratto è stato firmato per la parte datoriale dai rappresentanti di Fipe, Angem, Legacoop Produzione e Servizi, in rappresentanza della quasi totalità delle imprese del settore, mentre per la parte sindacale è stato firmato dai rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. «Il nuovo Ccnl, indipendente e svincolato dai contratti precedenti, ha un campo di applicazione che interessa oltre un milione di addetti di un settore dove operano più di 300mila imprese con un fatturato di oltre 80 miliardi di euro − dichiara Fipe −. Ci proponiamo di presentare i contenuti di questo storico accordo alle associazioni di categoria presenti sul territorio, che operano a contatto diretto con i lavoratori: l’obiettivo è di fornire un’informazione puntuale e chiarire eventuali dubbi sul nuovo contratto di lavoro di riferimento, il primo dedicato al settore del fuoricasa italiano. Siamo certi che le importanti innovazioni previste potranno garantire una maggiore flessibilità operativa, favorendo quel recupero di produttività necessario per sostenere gli investimenti migliorativi e rafforzare lo sviluppo di un settore chiave dell’economia italiana».
Il nuovo Ccnl si rivolge in particolare a bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, mense scolastiche ospedaliere e aziendali, grandi aziende della ristorazione commerciale multi localizzata, imprese della ristorazione collettiva, cooperative della ristorazione, stabilimenti balneari, discoteche, sale giochi. Tra i punti principali dell’accordo figurano un aumento in busta paga di 100 euro a regime, rafforzamento dell’assistenza sanitaria integrativa, durata quadriennale e importanti innovazioni mirate al recupero di produttività.
A fronte del proliferare di forme di dumping contrattuale, ovvero di contratti firmati senza un’adeguata rappresentanza, il nuovo Ccnl siglato da Fipe mette in evidenza l’importanza di allargare gli strumenti di welfare per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi nel settore. A questo proposito il nuovo accordo ribadisce inoltre l’obbligatorietà all’iscrizione al fondo di assistenza sanitaria integrativa Fondo Est delle aziende che applicano tale contratto, e stabilisce il diritto irrinunciabile dei lavoratori all’erogazione delle prestazioni sanitarie fornite dal Fondo stesso. Per quanto riguarda lo scenario delle iscrizioni dei dipendenti al Fondo Est per l’assistenza sanitaria integrativa, nel territorio di Ancona risultano iscritti 2.238 lavoratori dipendenti (con una copertura del 73,3%) e 392 imprese.

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