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Arco al Belvedere Neruda,
«riapertura entro metà maggio»

ANCONA – L’annuncio arriva da Claudio Cipollini dell’Agenzia del demanio: «Per noi è importantissimo ed un obiettivo di primaria importanza». La scorsa settimana inviato il progetto per il restauro conservativo
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L’arco transennato

 

di Giampaolo Milzi

Il plurisecolare Arco del Belvedere Neruda (“Arcone”) riaprirà, pronto ad accogliere sotto la sua suggestiva volta, i crocieristi che il 17 maggio sbarcheranno ad Ancona grazie al primo approdo in porto della nave Msc. Turisti, anche non crocieristi, che assieme ai cittadini potranno quindi raggiungere facilmente la meravigliosa area del Vecchio faro di Ancona, sul colle Cappuccini del parco comunale del Cardeto. L’annuncio, una sorpresa felice e attesissima, stamattina dall’Agenzia territoriale Marche del Demanio, proprietaria del grande arco e della cinta fortificata connessa, cinquecentesco bastione San Paolo o Baluardo del Cassero. «Per noi la riapertura di questo passaggio principale per la zona del Faro ottocentesco è un obiettivo di primaria importanza, da centrare proprio entro metà maggio, salvo improbabili intoppi burocratici», ha detto l’architetto Claudio Cipollini, il funzionario tecnico dell’Agenzia demaniale che dal gennaio scorso si sta occupando della questione.

E cioè da quando una equipe del Demanio, dopo che a fine dicembre da un tratto delle antiche mura vicinissimo all’arco si era distaccato del materiale da costruzione, aveva provveduto subito alla messa in sicurezza del sito posizionando delle reti metalliche di sbarramento al Belvedere Neruda. Già la scorsa settimana la Soprintendenza unica delle Marche ha ricevuto da Cipolllini il progetto di massima per il restauro conservativo della murata danneggiata. Progetto sotto esame da parte dell’architetto Biagio De Martinis, funzionario per la zona Ancona della Soprintendenza, competente per i beni sotto vincolo di tutela monumentale (come appunto tutta la fortificazione del Cassero). La sosta in Soprintendenza del faldone progettuale funzionale all’apertura del cantiere si prospetta molto breve, lo ha confermato lo stesso De Martinis. E allora che significato attribuire all’espressione “salvo improbabili intoppi burocratici” usata dal funzionario demaniale Cipollini? In realtà qui il termine burocrazia va inteso in senso virtuoso. Il sito è di grande pregio architettonico, quindi la Soprintendenza potrebbe approvare e autorizzare sì in tempi brevi il progetto per i lavori, ma con osservazioni e prescrizioni. Ma al Demanio si respira aria di ottimismo sulla tempistica. Anzi, eventuali osservazioni e prescrizioni da parte della Soprintendenza potrebbero costituire lo spunto per rivedere il progetto “al rilancio”. Ovvero una sua integrazione tale non solo da riparare gli ultimi danni, ma da cancellare dal tratto di mura tutta una serie di interventi, succedutisi in periodi molto lontani, effettuati non a regola d’arte, tali da inficiarne l’affascinante colpo d’occhio originario. Insomma, arcone e mura connesse potrebbero tornare come nuovi.

Ad alimentare l’ottimismo, un altro fattore: per l’assegnazione delle operazioni di restauro conservativo ad una ditta non c’è bisogno delle lungaggini insite nella procedura di gara. Appena ricevuto l’ok dalla Soprintendenza l’Agenzia demaniale potrà immediatamente presentare una proposta di contratto di cantiere ad una delle aziende specializzate iscritte in una lista grazie ad un accordo quadro con l’ente. E a fine aprile/primi di maggio le maestranze dovrebbero essere operative, per concludere l’opera, appunto anche in sole due settimane.

Una prospettiva di “pronto soccorso” che sarà accolta con grande soddisfazione in Comune. Dove nelle settimane scorse sono stati intensi i contatti telefonici di sollecito con l’agenzia demaniale, da parte dell’Ufficio Turismo-Cultura e dell’assessore municipale alle Manutenzioni, Stefano Foresi. Il quale, dopo il 20 marzo, si era recato personalmente al Demanio, e dopo un colloquio approfondito sul caso si era detto pienamente soddisfatto delle rassicurazioni «sui tempi brevi del cantiere, data l’importanza decisiva che restauro e riapertura dell’arcone rappresentano per lo svolgimento del calendario eventi dell’estate anconetana relativa al Cardeto, e soprattutto al colle Cappuccini e al Vecchio faro». Tempi brevi e dunque sospiro di sollievo anche da parte dell’associazione Nie Wiem, i cui membri non vedono l’ora di accedere all’area del Vecchio Faro assieme ai tecnici del Comune per predisporre la logistica, con tanto di bar e  tavolini, proprio “all’ombra del faro”, funzionale alla seconda edizione della manifestazione ricreativo-culturale “Fargo”, che tanto successo aveva riscosso l’estate scorso. Cancellata l’anteprima inizialmente prevista per il lunedì di Pasquetta, “Fargo” dovrebbe svolgersi regolarmente e iniziare il suo bis già a fine maggio.

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