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Cannabis light, la procura:
«Quattro anni al titolare dello shop»

ANCONA - Questa la richiesta del pm Irene Bilotta per il 31enne civitanovese Lorenzo Castignani, proprietario dell’Indoornova Grow Shop di via XXIX settembre, locale da cui erano stati sequestrati 13 chili di marijuana. Stessa pena per Alfonso Nicosia che si trovava in negozio al momento della perquisizione
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Il sequestro del giugno 2018

 

Cannabis light, la procura chiede la condanna per il titolare del negozio Indoornova Grow shop di via XXIX settembre, ad Ancona. Il 31enne civitanovese Lorenzo Castignani rischia quattro anni di carcere. La stessa pena è stata chiesta questa mattina in udienza per il 52enne di origine siciliana Alfonso Nicosia. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Domenico Biasco, era stato arrestato nel giugno della Squadra Mobile nel giugno 2018 dopo una perquisizione eseguita all’interno del negozio. Sotto sequestro erano finiti oltre 13 chili di cannabis, tra piante e 666 confezioni pronte per la vendita. L’uomo era tornato libero dopo la convalida dell’arresto. Castignani, difeso dal legale Carlo Alberto Zaina, era stato denunciato. Per entrambi l’accusa è detenzione ai fini di spaccio. Oggi il pm ha fatto le sue richieste di condanna. La sentenza è prevista per il prossimo 10 dicembre. Verrà emessa dal gup Paola Moscaroli. Per tutti e due gli imputati si procede con il rito abbreviato. Il negozio di via XXIX settembre, il primo a finire nell’inchiesta coordinata dal pm Irene Bilotta, non è mai stato chiuso. Sulla decisione del giudice peserà soprattutto gli esiti delle due perizie finite agli atti. Da una parte c’è quella commissionata dalla procura, secondo cui emergerebbe un nuovo parametro per stabilire l’effetto drogante di cui ha parlato la Cassazione. Questo scatterebbe con il consumo di oltre 5 milligrammi di sostanza. Secondo il tossicologo del gip, invece, l’effetto drogante non può svilupparsi nel consumo di prodotti che hanno un livello di thc  inferiore allo 0,5%. Proprio su questo principio, quest’estate è scattato il dissequestro deciso dal Tribunale del Riesame per una serie di campioni che erano stati sequestrati a un altro cannabis shop della città dorica. Inoltre, il perito del giudice avrebbe stabilito come su 40 campioni analizzati solo 3 sforerebbero il limite dello 0,5%. Le difese hanno sempre sostenuto l’insussistenza delle accuse mosse dalla procura, partendo dal fatto che se la sostanza venduta fosse stata illegale neanche sarebbero state avviate le pratiche per l’apertura del negozio. Castignani è titolare di altri negozi cannabis light a Macerata. Anche lì sono stati effettuati sequestri. Lo scorso 2 ottobre si è svolta al tribunale di Macerata l’udienza preliminare per i sequestri in un negozio di via Tommaso Lauri, Castignani ha scelto di fare il rito abbreviato.

(fe. ser.)

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