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Furti nelle case,
sgominata la banda dell’Audi

INSEGUIMENTO nella tarda serata di ieri tra i carabinieri del Norm di Osimo e i banditi ,da Fabriano sulla Ss 76 fino ad Assisi, terminato con l'arresto di 4 giovani albanesi ed il sequestro di auto, refurtiva, denaro e droga. I colpi messi a segno tra ottobre ed i primi giorni di novembre tra Ancona, Camerano, Pianello Vallesina, Civitanova, Mogliano e Porto Sant'Elpidio
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Le auto poste sotto sequestro

 

Quattro persone arrestate, auto e una pistola sequestrate oltre a gioielli, denaro e droga. Sono questi i numeri dell’importante operazione portata a termine stamattina all’alba dai carabinieri della Compagnia di Osimo che hanno smantellato la presunta banda dei furti messi a segno nelle ultime settimane nelle Marche, tra le province di Ancona, Macerata e Fermo, a bordo di un’Audi di colore scuro. Nella tarda serata di ieri in provincia di Perugia, i militari del Nucleo operativo e radiomobile di Osimo, comandati dal maresciallo Giuseppe Esposto e coordinati dal maggiore Luigi Ciccarelli, insieme ai colleghi delle stazioni di Osimo e Filottrano, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, quattro cittadini albanesi, tra i 27 e 35 anni, disoccupati, tutti irregolari sul territorio nazionale, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di furto aggravato in abitazione in concorso, resistenza e lesione a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi da sparo, possesso ingiustificato di arnesi da scasso, ricettazione di targhe rubate, della pistola oggetto di furto e di monili in oro e preziosi, uso di documenti falsi/di dubbia provenienza, nonché di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

La refurtiva recuperata dai carabinieri di Osimo

A seguito di alcuni furti verificatisi a Fabriano nel pomeriggio di ieri, i militari osimani che erano già sulle tracce del gruppetto di stranieri, si sono messi all’inseguimento di un’Alfa Giulietta segnalata da residenti e vista aggirarsi con fare sospetto in quella località. Nella circostanza il mezzo era munito di targhe rubate nella stessa giornata a Castelbellino, e si dirigeva verso un’abitazione della città di Assisi. Dal veicolo, dopo aver prelevato dei borsoni, scendevano cinque individui intenti a rincasare, quando i carabinieri intimavano loro di fermarsi ed esibire i documenti. Tre di essi venivano bloccati, dopo una concitata colluttazione, mentre altri due riuscivano a guadagnare la fuga. Dopo le perquisizioni personali, domiciliare e veicolare, i militari hanno rinvenuto a bordo del mezzo una smerigliatrice con vari dischi, un “piede di porco”, serie di cacciavite, berretti e altri arnesi atti allo scasso. Nella cintura dei pantaloni il 27enne teneva una pistola marca Beretta calibro 7,65 – asportata lo scorso 6 luglio, ad Ancona, durante un furto in abitazione. Nello stesso spazio sono stati ritrovati, numerosi monili in oro, orologi Rolex, preziosi e gioielli, apparati radio scanner portatile, passaporti, carte d’identità e patenti di guida falsi, rilasciate da autorità albanesi.

Poco dopo un quarto uomo è stato raggiunto al B&B di Trevi, dove, durante la perquisizione, è stato trovato in possesso di 165 grammi di marijuana, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento di dosi; 4.780 euro in denaro contante; un jammer per intercettare comunicazioni; cospicui monili in oro del peso complessivo di circa un chilo, tanti preziosi e gioielli. Nel corso della stessa operazione, a Spoleto, in una carrozzeria, i militari osimani hanno sottoposto a sequestro l’Audi A4 modello S4, intestata ad un prestanome di Roma, utilizzata per commettere molteplici furti in provincia di Ancona e Macerata e nel Fermano. L’Audi nel frattempo era stata anche riverniciata di colore chiaro, come in un film. Dal foto-segnalamento del 39enne, è emerso a suo carico un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 23 marzo 2018 dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rieti, per evasione. I quattro albanesi sono stati quindi dichiarati in stato di arresto ed associati i primi tre alla Casa Circondariale di Perugia-Capanne, ed il quarto a quella di Spoleto. Nei prossimi giorni, saranno avviate le attività di riconoscimento della refurtiva e quindi l’individuazione delle vittime, per restituire loro quanto sottratto illecitamente. C’è il sospetto che tutti quegli oggetti possano essere il probabile provento di furti messi a segno tra i mesi di ottobre e i pirmi giorni di novembre ad Ancona, Camerano e Pianello Vallesina, Mogliano, Civitanova Marche e Porto San’Elpidio. Le modalità operative della banda erano sempre le stesse: dopo il furto, l’auto di grossa cilindrata con targhe rubate montate al posto di quella vera, imboccava la direzione della Ss76 verso Fabriano. Proprio da dove, ieri sera, è iniziato l’inseguimento.

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