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«Bevete e sorridete»
Addio al re dei barman di Ancona:
è morto Rio Romagnoli

LUTTO - E' scomparso stamattina all'ospedale di Torrette a 85 anni. Era il volto storico del Bar Torino di Corso Garibaldi dove concedersi un aperitivo è diventato per tanti anconetani uno dei piaceri della vita. Nel suo locale c'è ancora appeso il bozzetto di ET donato da Carlo Rambaldi
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Il Bar Torino di Corso Garibaldi ad Ancona (Foto Giusy Marinelli)

 

Rio Romagnoli

 

 

di Marco Benedettelli

 

Se ne va, proprio nel giorno della festa dei lavoratori, uno dei più bravi e amati professionisti della città. Rio Romagnoli è scomparso stamattina a 85 anni all’ospedale di Torrette, dove era ricoverato. Era il volto storico del Bar Torino. Il suo era un sorriso caldo, accogliente, vero, ogni volta che da dietro il bancone di Corso Garibaldi ti porgeva uno dei suo deliziosi cocktail o il caffè della mattina. Il suo Negroni – si vantava lui stesso, ma erano poi in tanti a dargli ragione – aveva la fama di essere il migliore del Centro Italia, con buona pace dei colleghi. E tutti lo hanno ammirato e non smetteranno di ammirarlo per la sua grande passione nel fare il suo mestiere. Rio Romagnoli era considerato un grande e impareggiabile professionista, attento ad ogni dettaglio. Dalla cura millimetrica nello scegliere gli ingredienti dei suo aperitivi, al modo affabile, signorile, intrigante, curioso e discreto di rivolgersi ai clienti, sotto il segno del suo motto “Bevete e sorridete”. Sia che fosse un habitué, sia che fosse un passante improvvisato, ad ogni avventore del Bar Torino è sempre sembrato di essere nel luogo giusto, quello dove ogni tensione viene ammorbidita e le chiacchiere davanti al bancone hanno un sapore speciale. E questo grazie alla presenza di Rio, fra le sue bottiglie. Soprattutto d’estate con i tavoli all’aperto, ma anche d’inverno durante lo struscio serale, concedersi un aperitivo al Bar Torino è diventato per tanti anconetani uno dei piaceri della vita, una di quelle cose che tutti vogliono tornare a regalarsi, quando sarà finito il distanziamento fisico da Covid-19.

È dal lontano 1951 che Rio Romagnoli lavorava nel locale. Ne divenne il proprietario nel 1989 e da allora lo ha gestito assieme alla sua famiglia, la moglie Amelia e la figlia Roberta che ora guida il bar col marito Simone. Il figlio Roberto ha scelto un’altra carriera. Oggi nella storica mescitoria lavora anche il nipote Alessandro Governatori, giovane talentuoso che dal nonno non solo ha preso una spiccata somiglianza fisica, ma ha imparato anche la mentalità del mestiere. Racconta proprio lui, in una intervista a Cronache Ancona di qualche tempo fa: «Nonno è stato il mio maestro, meticoloso in ogni dettaglio. E non ha mai smesso di chiedermi curiosità sulle nuove tendenze del settore». Rimasto fedele alla propria linea, senza mai cedere alle sirene della moda, sulle pareti del Bar Torino, Rio era solito appendere le foto di artisti, attrici e intellettuali che passavano per un aperitivo nel locale. C’è ancora, forse, il bozzetto di ET donato da Carlo Rambaldi. Ma d’altronde il suo bancone è sempre stata una casa per tutti, dove è normale offrire un caffè anche a una persona indigente appena conosciuta, che non ha l’euro per pagarselo.  In poche ore, nel pomeriggio del Primo maggio, la notizia della sua morte è scorsa veloce per la città, tutti ricordano Rio Romagnoli, tutti hanno ben impresso il suo volto, la sua voce, i suoi modi e le bevande colorate che shakerava con impareggiabile maestria dietro la vetrina del suo locale, su Corso Garibaldi. Ci lascia un grandissimo, teniamo in alto il suo motto: «Bevete e sorridete».

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