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L’inferno di fuoco al porto:
il racconto per immagini
di una giornata senza fine

UNA CARRELLATA di foto per dare la portata dell'incendio - e le sue conseguenze - che ha squarciato la notte anconetana, intaccando l'area dell'ex Tubimar, uno stabilimento al cui interno si trovano capannoni di stoccaggio e depositi di cantieristica navale
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di Federica Serfilippi

Una sequela di foto per raccontare quanto vissuto dalla città di Ancona in poco meno di 24 ore: dalle fiamme e dalle esplosioni nel cuore della notte, alla decisione dell’Amministrazione comunale di chiudere per il secondo giorno consecutivo tutte le scuole di ogni ordine e grado, passando per il lavoro instancabile dei vigili del fuoco, le indagini della Squadra Mobile ed il sopralluogo del ministro Paola De Micheli. 

L’incendio all’ex Tubimar

Poco dopo mezzanotte e mezza, l’inferno: fiamme ed esplosioni udibili in gran parte della città. Una colonna di fumo è salita verso il cielo. Densa, nera. Ha coperto tutto il porto. Le sirene spiegate dei vigili del fuoco hanno raggiunto l’area dell’ex Tubimar e hanno iniziato l’opera di spegnimento. E’ durata ore. Alla fine della giornata, saranno cinquanta le unità e trenta i mezzi impiegati del 115, provenienti anche dalle province di Macerata e Pesaro. Nessuna vittima. 

 

L’assessore Stefano Foresi

Attorno alle 3 di notte, nell’area del rogo è arrivato l’assessore alla Sicurezza Stefano Foresi. Con lui anche il contrammiraglio Enrico Moretti. «E’ un disastro» dirà poi il rappresentante dell’amministrazione comunale prima della riunione del Coc, a Palazzo del Popolo.

 

La nuvola di fumo

Alle 7, la decisione dei Comuni di Ancona e Falconara di chiudere le scuole di ogni ordine e grado. Nel capoluogo, off limits anche i parchi cittadini e gli impianti sportivi all’aperto. Le raccomandazioni:  tenere chiuse le finestre e limitare gli spostamenti non necessari. In tribunale vengono rinviate alcune udienze per l’emergenza del rogo. 

 

Vigili del fuoco al lavoro

Nella mattina, due riunioni: alle 7,30 quella indetta del Prefetto Antonio D’Acunto. Alle 12 il Coc in Comune dove è stato fatto un primo punto della situazione. Presente anche il presidente dell’Authority Rodolfo Giampieri. Il sindaco: «Il grosso dell’incendio è domato. Permane un focolaio nella parte centrale dell’immobile che continua a produrre ancora fumo». Dall’Autorità portuale  è stata data l’indicazione che i materiali andati bruciati sono prevalentemente di origine plastica (poliuretano e gommapiuma).

 

L’entità dell’incendio: l’area dell’ex Tubimar ha 45.891 metri quadrati coperti, suddivisi in 12 capannoni e ulteriori due strutture adibite a palazzine uffici, non coinvolte nell’incendio. Sono 11 i concessionari operativi nella struttura. Sette hanno in concessione aree all’interno dei capannoni per una superficie totale di circa 36.091 metri quadrati: tre società avevano depositi per attività logistiche (Ase, Frittelli Marittime Group, Icop); tre depositi per la cantieristica navale (Fincantieri, Cpn, Consorzio navale scarl); un deposito per mezzi di sollevamento e piattaforme mobili (Omec). L’incendio ha danneggiato in particolare i capannoni in concessione ad Ase e Frittelli Maritime Group. 

 

L’area dell’ex Tubimar

Le cause dell’incendio: un grosso punto interrogativo. Sul caso sta indagando la Squadra Mobile coordinata dal vice questore Carlo Pinto e delegata dal pm Irene Bilotta, immediatamente informata dell’accaduto. Fascicolo aperto, ovviamente, per incendio. Nessuna ipotesi è esclusa. E’ «prematuro» fare valutazioni come detto dal funzionario dei vigili del fuoco Angelo Molinari. 

 

Le reazioni del mondo della politica, a partire dai due candidati governatori. Maurizio Mangialardi: «Un pensiero a tutti gli anconetani e le anconetane e un grande grazie ai vigili del fuoco e ai soccorritori». Francesco Acquaroli: «Il nostro pensiero va alla cittadinanza, è necessario garantire la sicurezza e la salute di tutti i cittadini. Il più sentito ringraziamento al personale dei vigili del Fuoco e a tutte le forze dell’ordine impegnate a ripristinare la situazione a seguito del vasto incendio che ha colpito il porto».

 

Il ministro De Micheli

Nel primo pomeriggio il sopralluogo nell’area dell’ex Tubimar del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli: «Il Ministero supporterà l’Autorità Portuale nella fase di ricostruzione. Quello di Ancona è un porto su cui abbiamo deciso di investire». 

 

Il coc riunito in Comune

Alle 17 un’ulteriore riunione del Coc in Comune e la decisione di tenere per il secondo giorno consecutivo le scuole chiuse. Domani, i risultati delle centraline dell’Arpam per rilevare la possibile presenza nell’aria di acido cianidrico, sostanza collegata alla combustione di gommapiuma. 

 

Nel tardo pomeriggio, ancora,  un focolaio da domare, causa del fumo  visibile in parte della città. Vigili del fuoco, perennemente e instancabilmente al lavoro. 

 

 

 

Una parte del capannone bruciato



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