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Smantellata cosca della ‘Ndrangheta:
un sequestro anche a Fabriano

L'OPERAZIONE Eyphemos II, che ha portato all'arresto di nove persone, è scattata questa mattina in varie regioni d'Italia, coinvolgendo anche le Marche. Gli uomini della Squadra Mobile hanno messo i sigilli un appartamento nel centro della città della carta e un terreno a Frontone
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Operazione contro la cosca ‘Alvaro’ della ‘Ndrangheta: perquisizioni e sequestri anche nelle Marche. In particolare, su disposizione della Dda e della procura di Reggio Calabria, la Squadra Mobile dorica ha messo i sigilli a un appartamento nel centro di Fabriano e a un terreno sito a Frontone. Entrambi gli immobili risultano essere intestati a Rocco Laurendi, 24enne calabrese destinatario della misura della custodia cautelare in carcere e indagato per trasferimento fraudolento di beni, aggravato dall’aver agevolato l’associazione mafiosa. E’ tra le nove persone al centro dell’operazione denominata ‘Eyphemos II’ che ha portato ad eseguire misure cautelari in carcere o ai domiciliari. Tra i reati: concorso esterno in associazione mafiosa (cosca ‘Alvaro’), trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio, con l’aggravante mafiosa. Le perquisizioni e i sequestri hanno riguardato le province, oltre a quella di Reggio Calabria, di  Milano, Ancona, Pesaro Urbino, Udine, Potenza, Sassari e Rovigo.  I beni sequestrati durante l’operazione denominata ammontano a 2 milioni di euro. Nella provincia dorica, gli uomini della Squadra Mobile hanno sequestrato un lussuoso appartamento da poco ristrutturato, collocato nel pieno centro di Fabriano.  Veniva utilizzato dal 24enne che a Fabriano aveva una fidanzata. All’uomo è stato inoltre sequestrato anche un terreno a Frontone, nella provincia di Pesaro Urbino. L’inchiesta della Dda colpisce «il complesso imprenditoriale, societario e immobiliare utilizzato da Domenico Laurendi e da altri sodalizi di rilievo dell’organizzazione mafiosa», arrestati a febbraio nell’ambito dell’operazione Eyphemos. Secondo gli investigatori e le indagini portate avanti, l’obiettivo era quello di infiltrarsi negli appalti, ripulire i proventi illeciti, penetrare nel tessuto economico-commerciale e mascherare i beni da apprensioni giudiziarie.

(Redazione CA)

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