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Mostra Keith Haring e Paolo Buggiani,
altri tre mesi di tempo per visitarla

OSIMO - In attesa del nuovo Dpcm, l’assessore Mauro Pellegrini sta lavorando per la riapertura dell'allestimento di Palazzo Campana fino al prossimo 11 aprile. Nonostante l'emergenza Covid e la chiusura prolungata per mesi sono stati 6mila i visitatori. Il bilancio 2020 del settore Cultura
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Da sin. il sindaco Simone Pugnaloni, il curatore della mostra su Keith Haring e l’assessore Mauro Pellegrini

 

Avrebbe dovuto essere oggi l’ultimo giorno possibile per le visite. In mezzo però ci si è messa la pandemia del Covid 19 e la mostra “Made in New York. Keith Haring e Paolo Buggiani La vera origine della Street Art” è rimasta chiusa per mesi nelle stanze di Palazzo Campana a Osimo.

L’assessore Mauro Pellegrini

In attesa di capire se il nuovo Dpcm dopo il 15 gennaio farà di nuovo alzare i sipari nei luoghi della cultura, per la mostra osimana è arrivato l’ok per una proroga di altri 3 mesi sulla data di scadenza. Ad annunciarlo è stato l’assessore Mauro Pellegrini che in questi giorni sta lavorando per una riapertura dell’allestimento fino al prossimo 11 aprile. «A fine luglio è stata inaugurata a Palazzo Campana – ricorda – La mostra, dopo un’ottima performance nella stagione estiva anche grazie al grande flusso turistico registratosi nei Comuni della Riviera del Conero, ha poi purtroppo dovuto cedere il passo alle restrizioni Covid e alla chiusura anticipata alla fine di ottobre scorso. La Mostra, che con tutte le difficoltà del caso ha comunque registrato 6.000 visitatori, e la cui chiusura era inizialmente prevista per l’11 gennaio, probabilmente sarà prorogata. Grazie alla disponibilità dell’Istituto Campana, dell’Associazione Metamorfosi e dei prestatori delle opere, stiamo lavorando per una riapertura della mostra fino all’11 aprile». Parallelamente alla mostra, la scorsa estate era stato inaugurato anche il Pop Up Festival, Arte contemporanea nello spazio urbano. Dopo il live painting dell’artista jesino Giorgio Bartocci su un capannone industriale, il festival è proseguito con l’installazione di una gigantografia di giovani artisti israeliani nel cantiere dell’ex Cinema Concerto, con “La prima molecola, opera di Allegra Corbo che nasce con il coinvolgimento degli ospiti della casa di riposo Padre Bambozzi di Osimo,  e con la Street Gallery nelle bacheche del centro storico con le opere di 50 giovani artisti.«Con la fine dell’emergenza pandemica, il 2021 vedrà la ripresa del festival con altri importanti interventi di arte urbana all’interno del mercato coperto e della stazione di risalita del maxi parcheggio» fa sapere Pellegrini. Tirando un bilancio del complicato 2020, anno segnato dall’emergenza sanitaria, l’assessore ricorda però che sono stati tanti i progetti andati in porto nel settore Cultura.

La chiesa di San Filippo Neri di Osimo

Il 2020 ha, ad esempio, visto il completamento dei lavori di risanamento conservativo e tinteggiatura del soffitto del Mercato Coperto cittadino, pregevole struttura voltata in cemento armato modulata come un soffitto a cassettoni, realizzata nell’immediato dopoguerra dall’Ing. Cosimo Morelli.«Inoltre a dicembre si è concluso la prima parte del restauro delle statue acefale all’interno del lapidarium comunale. – rammenta l’assessore del Comune di Osimo – All’inizio nel 2021 sarà affiato l’incarico per il restauro delle rimanenti quattro statue unitamente ad un progetto illuminotecnico per valorizzare ulteriormente questo splendido spazio archeologico che caratterizza la città dei “senza testa”. Per quanto riguarda la Chiesa di San Filippo Neri, in proprietà del Fondo Edifici di Culto (Ministero degli Interni), nello scorso mese di novembre è stata sottoscritta dal Comune e dalla Parrocchia del Duomo una convenzione con la Prefettura grazie alla quale questa Chiesa sarà data in concessione all’Amministrazione comunale. Appena terminati i lavori di adeguamento dell’impianto elettrico, la Chiesa potrà essere finalmente riaperta e utilizzata quale spazio culturale per esposizioni fotografiche, mostre, concerti ecc.)».

Il naglio del nastro per il polittico dei fratelli Vivarini al Museo Diocesano

Non basta. Lo scorso 18 settembre è stato restituito alla città, integralmente restaurato, grazie al lavoro di restauro durato circa un anno e mezzo, il Polittico “Incoronazione della Vergine e Santi”, realizzato intorno al 1464 da Antonio e Bartolomeo Vivarini e attualmente collocato all’interno del Museo Diocesano. Grazie allo strumento dell’art bonus, sono stati raccolti i fondi ed è stato affidato l’incarico per il restauro dei due Globi, ovvero i due preziosi mappamondi conservati all’interno della biblioteca comunale cittadina. «Per quanto riguarda le Grotte di Palazzo Campana, – prosegue Pellegrini – il 2020, pur con le mille difficoltà legate al Covid, ha visto la formalizzazione di due tavoli tecnici tra Comune, Istituto Campana, Agenzia del Demanio, Segretariato regionale del Ministero dei Beni culturali per le Marche e Soprintendenza nell’ambito del procedimento amministrativo che dovrà condurre all’assegnazione in proprietà delle Grotte al Comune di Osimo all’esito dell’approvazione di un progetto di valorizzazione, nell’ambito del cd. “federalismo demaniale”. Per il prossimo step, si attende il sopralluogo, già programmato, dei tecnici dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma, in esito al quale potrà essere formalmente presentato un progetto di restauro e valorizzazione. L’auspicio dell’Amministrazione è la realizzazione di riunire in un unico percorso ipogeo cittadino le grotte di Piazza Dante con quelle di Palazzo Campana».

Via Fontemagna, il cantiere dell’ex cinema Concerto

Per il futuro prossimo sono inoltre attesi i due nuovi auditorium, quello all’ex cinema Concerto e quello ricavato negli ex magazzini Campanelli.«In questo caso sarà realizzato un recupero funzionale dei locali sottostanti il Teatro La Nuova Fenice di Osimo, denominati “Magazzini Campanelli” unitamente al recupero di altro locale adiacente di proprietà comunale (superficie netta 85 mq circa). I “Magazzini Campanelli”, oramai da decenni inutilizzati, di fatto costituiscono la sostruzione del palcoscenico e di parte della platea del settecentesco “Teatro La Nuova Fenice”, e pertanto rappresentano “un unicum” con la struttura del Teatro di proprietà pubblica. L’ambiente è suggestivo per l’imponenza dei pilastri e delle volte e per la perfezione costruttiva delle nervature e delle modanature, che ne fanno un esempio significativo dell’arte muraria di fine ottocento. E’ ragionevole ipotizzare che la città di Osimo, entro la primavera del 2022, potrà avere un ulteriore auditorium comunale con una superficie netta di circa 413 mq e circa 160 posti a sedere disponibili». In ultimo, tra le mille difficoltà legate all’epidemia da Sars CoV2, la scorsa estate sono ripartite anche le attività culturali. «Proprio il nostro Teatro La Nuova Fenice è stato il primo nelle Marche, e uno dei primi in Italia, a riaprire le porte con il concerto sinfonico dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana. – rimarca Mauro Pellegrini – La nostra città può vantare inoltre di aver realizzato in pochissimo tempo, una rassegna musicale di altissimo livello, “Incontri Musicali al Chiostro” e di aver mantenuto, rivisitati alla luce delle misure anti Covid, i tradizionali “Venerdi di Luglio”, la rassegna “Cinema sotto le stelle”, la rassegna estiva di teatro per ragazzi “Scena dei Piccoli”, la rassegna “Teatri Antichi Uniti”, “Calici di Stelle”, il Concerto di Ferragosto”».

Tavolo tecnico per riaprire al pubblico le grotte di Palazzo Campana

PopUp Festival debutta con il live painting di Giorgio Bartocci

Restauro terminato per il polittico dei Vivarini, il sindaco: «L’opera più importante di Osimo»

 

Gli ex magazzini Campanelli acquistati dal Comune: diventeranno il ridotto del teatro ‘La Nuova Fenice’

Cantiere ex cinema Concerto: aggiornato il cronoprogramma per l’auditorium comunale

Riapre lo spazio culturale nell’ex chiesa di San Filippo

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