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Inchiesta Aerdorica, le accuse:
«Gestione societaria coi soldi dovuti all’erario
e bonus per traguardi mai tagliati»

INDAGINE DELLA PROCURA - A 29 persone viene contestata la bancarotta e a 27 di queste anche il peculato. Per gli inquirenti volevano perseguire vantaggi personali ma anche dare un'immagine di gestione positiva dell'infrastruttura e ottenere risorse finanziarie da Regione e altri enti creditizi
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L’Aeroporto delle Marche (foto d’archivio)

 

di Federica Serfilippi

Nell’inchiesta aperta per peculato e bancarotta fraudolenta, la procura parla di distrazione di fondi pubblici, dissipazione di risorse, operazioni dolose e spese correnti costantemente eccessive rispetto ai ricavi prevedibili dell’aeroporto Raffaello Sanzio (leggi l’articolo). Condotte, sostiene il pm Paolo Gubinelli, portate avanti dagli indagati per conseguire vantaggi personali e professionali, ma anche per dare un’immagine di gestione positiva dell’infrastruttura e, nel frattempo, ottenere risorse finanziarie erogate dalla Regione e dagli altri enti creditizi.

Marco Morriale

Il tutto in un contesto di consapevolezza dello stato di crisi e insolvenza progressiva di Aerdorica. La società era stata presa in mano nel 2007 da Marco Morriale, direttore generale fino al 2013. Per la procura il manager, con la compiacenza di quelli che dovevano essere gli organi di controllo, avrebbe distratto dalla società almeno 400mila euro. Come? Gli inquirenti parlano, per esempio, dell’ottenimento di bonus personali liquidati (circa 217mila euro euro nel 2012, ancor prima della approvazione del bilancio) dopo aver fatto falsamente figurare, sostiene la procura, il raggiungimento da parte della società di alcune performances, necessarie proprio per lo sblocco dei bonus. E ancora: sotto la gestione Morriale ci sarebbero state irregolarità per l’affidamento degli appalti, fatture gonfiate per lavori eseguiti solo in parte da imprenditori ritenuti compiacenti (i cui nomi sono presenti anche in un’indagine arrivata a dibattimento), l’alterazione della documentazione fiscale, la contabilizzazione di falsi ricavi, acquisti di apparati pagati in modo – dice la procura – spropositato per il loro valore, alcuni dei quali mai utilizzati da Aerdorica (come un’officina mobile pagata circa 32mila euro). A Morriale viene anche contestato, come già emerso in un precedente processo, di aver addebitato ad Aerdorica alcune spese ritenute personali, come pasti nei ristoranti, noleggio auto, pernottamenti, il pagamento delle multe per la violazione di alcune norme del codice della strada.

Il capitolo Giovanni Belluzzi, prima presidente del Cda e poi amministratore delegato (2013-2015). Per la procura, l’ex dirigente, in concorso con sindaci, revisori e consiglieri avrebbe contribuito ad aggravare il dissesto della società, alterando anche la reale rappresentazione dei fatti aziendali e, in particolare, la reale consistenza patrimoniale, economica e finanziaria di Aerdorica. Nello specifico, il pm ipotizza per Belluzzi la percezione indebita di circa 720mila euro, di cui 238mila euro a titolo di indennità di Tfm, introdotta – dice l’accusa – con una delibera illegittima e adottata il 27 dicembre del 2014 con il parere contrario del collegio sindacale. Il 21 novembre del 2013, invece, era stato deliberato dal Cda di attribuire a Belluzzi il compenso di amministratore delegato. Tale scelta, ricorda la procura, non sarebbe stata varata dall’assemblea dei soci che, invece, due settimane prima aveva deciso – una volta nominato Belluzzi presidente del Cda – di attribuire al solo dirigente (e non ai consiglieri) il compenso annuo di 18mila euro, in un’ottica di contenimento delle spese, data la situazione in cui versava la società. Inoltre, il pm Paolo Gubinelli contesta di aver eluso il sistema degli appalti pubblici, preferendo la via dell’affidamento diretto per alcuni contratti stretti con referente della Helvia Partners del valore complessivo di circa 200mila euro.

L’amministratore unico di Aerdorica Federica Massei

Il capitolo del peculato (riguarda 27 indagati su 29) è legato a presunte omissioni nei confronti dell’Inps/Erario, iniziate nel 2009 e continuate fino al 2019. Le obbligazioni di versamento sarebbero state trattenute per le spese correnti di Aerdorica per un ammontare di quasi 9 milioni di euro. Erano riferibili alle quote dei diritti di imbarco dei passeggeri per cui la società percepiva un aggio pari allo 0,25% ricevuto dai vettori aerei. In particolare, sostiene la procura, le risorse non versate nelle casse delle Stato sarebbero state impiegate per la gestione economica e finanziaria della società. Dal 2017, quando c’era la reggenza dell’amministratore unico Federica Massei, per gli inquirenti i soldi sarebbero stati utilizzati per i pagamenti per la compensazione crediti-debiti con Ryanair e per il pagamento dei debiti con Airport Marketing Services, società sempre legata al vettore irlandese. Nei bilanci, le somme dovute allo Stato e l’importo del credito verso i vettori aerei sarebbero state in qualche modo – l’ipotesi della procura – alterate, modificando quindi la rappresentazione gestionale della società.

Tutti gli indagati: Marco Morriale (dg dal 2007 al 2013), Mario Conti (presidente Cda dal 2007 al 2010), Cleto Sagripanti (presidente Cda dal 2010 al 2013), Ugo Calzoni (consigliere Cda dal 2006 al 2013), Giampaolo Giampaoli (consigliere dal 2006 al 2013), Tiziana Marcolin (presidente collegio sindacale dal 2011 al 2014), Arturo Pane (sindaco dal 2011 al 2014), Gaetano Ambrosio (sindaco dal 2011 al 2015), Roberta De Felice (sindaco dal 2005 al 2011), Ilario Sezzi (sindaco dal 2005 al 2011), Massimo Rulli (revisore legale società esterna dal 2009 al 2013), Roberta Ciocci (revisore legale società esterna dal 2009 al 2013), Dante Valobra (revisore legale bilancio 2013), Cristiana Mazzacchera (responsabile area amministrazione e finanza di Aerdorica), Giovanni Belluzzi (presidente Cda e amministratore delegato dal 2013 al 2015) Dalmazio Zolesi (manager gruppo Helvia), Paolo Costanzi (consigliere dal 2013 al 2015), Pietro Talarico (consigliere dal 2013 al 2015), Roberto Codognotto (imprenditore), Patrizia Galluppi (imprenditore), Ezio Morettini (imprenditore), Pietro Collia (rup gare appalto Aerdorica), Antonio Frulio (imprenditore), Lorenzo Catraro (presidente cda al 2015 al 2016), Andrea Del Vecchio (presidente Cda e amministratore delegato dal 2015 al 2016), Federica Massei (amministratore unico dal 2016 al 2019) Alessandro Gallo (revisore legale società esterna 2014, 2015, 2016), Roberto Perlini (sindaco nel 2015 e 2016), Antonella Gallotta (sindaco 2015 e 2016). A partire dalla ricezione delle notifiche dell’avviso di conclusione delle indagini, avranno venti giorni di tempo per presentare in procura una memoria difensiva oppure decidere se farsi ascoltare dagli inquirenti. A tutti viene contestata la bancarotta fraudolenta e a 27 il peculato (tranne Perlini e Gallo). 

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